Il dolore
Obbligo di Gps negli scuolabus a Camaiore, rivolta tra i genitori
Critiche all’iniziativa dell’amministrazione per il tracciamento dei singoli ragazzi: «Viola la privacy». Ma l’assessora spiega: «È solo una questione di sicurezza»
CAMAIORE. «Questa decisione lede la privacy e noi non ci stiamo a far tracciare i nostri bambini». Un coro di voci si alza contro la decisione di far usare un’applicazione gps agli studenti camaioresi che utilizzano il trasporto pubblico comunale per andare a scuola. Una decisione presa, spiegano dall’amministrazione, per una questione di sicurezza e serve per monitorare la presenza dei bimbi dentro agli scuolabus. «Nessuna informazione personale viene lesa e la cooperativa che gestisce il servizio è disposta a mettere a disposizione tutte le carte», spiega l’assessora all’Istruzione Sandra Galeotti.
“InfoBimbi” è l’applicazione adottata dalla B&B Service, la società cooperativa che si occupa della gestione del servizio di trasporto scolastico a Camaiore, che verrà utilizzata per monitorare quotidianamente l’utenza presente a bordo degli scuolabus comunali. Ma alcuni genitori non ci stanno: hanno storto il naso e stanno portando avanti una protesta per chiedere un dietrofront perché non vogliono obbligatoriamente condividere informazioni private dei propri figli con l’amministrazione o la cooperativa.
Ma spiega Galeotti: «Ci hanno chiesto chiarimenti. Il dispositivo funziona solamente nel periodo di permanenza dello studente nello scuolabus, cessa al momento della discesa. Non si viola la privacy. L’azienda si è comunque riservata di fornire le schede tecniche e le carte all’utenza. Questo servirà per dare informazioni non fuorvianti sul nuovo sistema e già nei prossimi giorni si attiveranno per spiegare nel dettaglio il funzionamento dell’applicazione».
Riguardo ai motivi della scelta, Galeotti difende la propria posizione: «L’attivazione era necessaria in un periodo come quello che stiamo vivendo - spiega - è necessario infatti operare un tracciamento anche per una questione di contagio. Questo permette anche all’autista di concentrarsi solamente sulla guida e non anche su altri aspetti che riguardano la presenza. Per continuare, l’applicazione monitora il tempo di permanenza nei pulmini e questo accresce molto la sicurezza nel mezzo. L’obbligatorietà è necessaria perché più utenti utilizzano il sistema più è facile fare una mappatura reale di quello che accade. Nessuno vuole osservare la riservatezza altrui né entrare in una sfera personale. Si tratta solo ed esclusivamente di sicurezza».
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