Il Tirreno

Versilia

industria 

Piano delle Apuane, aziende all’attacco

Luca Basile
Piano delle Apuane, aziende all’attacco

Pocai (Cosmave) boccia senza appella il documento «Ci stiamo riprendendo, non poneteci altri ostacoli»

3 MINUTI DI LETTURA





Luca Basile

SERAVEZZA. «Le aziende stanno cercando di riprendersi dagli effetti della pandemia, che ha generato significativi cali di fatturato. Non vogliamo, né saremmo in grado di superare, altri ostacoli». Dove gli “altri ostacoli” a cui fa riferimento il presidente del Consorzio Cosmave Agostino Pocai, sono quelli proposti dal Piano integrato del parco delle Alpi Apuane, già bocciato dalle aziende.

«Nella bozza del piano presentata ai Comuni ci sono criticità che non possono essere ignorate: i vertici del Parco, tra le altre cose, tengono a precisare che all’interno dell’area è difficile la convivenza con le cave, definite “attività impattanti”, le zone contigue di cava saranno ridotte del 50% e ancora che il piano in questione è strumento sovraordinato rispetto a un altro piano, quello relativo ai bacini estrattivi, approvato dai Comuni. Da parte nostra, una volta di più, ricordiamo che le cave sono presenti sul nostro territorio da molto prima che il perimetro del Parco fosse tracciato e inserite nelle zone contigue di cava che non sono aree protette bensì zone a destinazione estrattiva. Le cave sono da centinaia di anni fonte di lavoro per il nostro territorio e la dignità del lavoro va rispettata. All’interno delle zone contigue di cava (che al momento ricoprono una superficie del 3 per cento circa.dell’area parco) la superficie netta a disposizione dell’effettiva attività estrattiva rappresenta una esigua frazione. Ridurre del 50% tali superfici, ha l’obiettivo non tanto mascherato di rendere antieconomiche, per non dire inattuabili, le attività in molti siti estrattivi. La conseguenza è che ci saranno penalizzazioni patrimoniali per quelle società che vedranno ridimensionate, in alcuni casi azzerate, le opportunità di escavazione nelle cave di loro disponibilità» precisa Pocai che aggiunge.

« I Comuni di competenza, nelle procedure di analisi e definizione dei piani estrattivi, hanno seguito criteri e linee guida tracciati dal piano di indirizzo territoriale e dal piano regionale delle cave provvedimenti approvati dal Consiglio Regionale. In alcuni passaggi, la bozza del piano del parco non è armonizzata con le indicazioni previste ponendo così le basi per future incongruenze e interpretazioni errate, dilatorie nei tempi di istruttoria necessari all’approvazione delle pratiche di autorizzazione delle varie attività estrattive. E sempre il piano del parco – aggiunge Pocai – sembra ignorare, platealmente, l’esito della sentenza del Consiglio di Stato nella causa che ha contrapposto Henraux e Regione Toscana, da una parte, a otto associazioni ambientaliste dall’altra, sconfitte in maniera chiara: anzi riconfermando, inequivocabilmente, la legittimità dell’esistenza e dell’operatività delle cave all’interno del perimetro del Parco delle Apuane. Come avevamo commentato subito dopo la pubblicazione della sentenza, ribadiamo adesso, con fermezza, che le aziende - sottolinea Pocai - non possono accettare un Piano Integrato che dimezza le attività estrattive, e che rimette in discussione quelle attività che ricadono all’interno del perimetro del Parco delle Apuane. Da parte nostra ci sarà una ferma opposizione a questo Piano Integrato, che nella versione attuale sacrifica in modo inaccettabile, direttamente, i siti estrattivi al monte e indirettamente le lavorazioni al piano».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web