Sicurezza
Seravezza Pozzi, video dei giocatori contro la violenza sulle donne
SERAVEZZA. Il Seravezza Pozzi scende in campo contro la violenza di genere con un video che vede coinvolti alcuni dei suoi giocatori più rappresentativi come il capitano Marco Granaiola, il talento classe 2001 Edoardo Saporiti, il centrale di difesa Giorgio Diana, una delle più belle scoperte di questo campionato verdezzurro, il portierone Lagomarsini ed il giovane Cavalli, ma anche il secondo di mister Ruvo Avio Landi.
Un video in collaborazione che ha visto la collaborazione di atlete della Ginnastica Artistica La Rosa, del Jump Volley di Querceta, dell’associazione Professione Danza e del Versilia Pietrasanta Volley. Un modo chiaro di esprimere due concetti molto forti, il primo che il problema della violenza sulle donne non è un problema femminile, ma anche che lo sport può lanciare dei messaggi forti alla società.
Il video snocciola delle statistiche che in questi giorni abbiamo sentito più volte, ma che è bene sempre avere a mente: 89 donne ogni giorno vittime di violenza, il 75% delle vittime di stalking sono donne, 103 donne uccise quest’anno, una ogni tre giorni, di cui ben 60 per mano di compagni delle donne stesse o ex. Solo il 27% delle donne denuncia le violenze, un dato che fa emergere non solo la paura di denunciare, ma anche la stortura di una società che fa sentire la vittima colpevole.
Il messaggio delle ragazze è che bisogna essere unite e poter essere libere, perché la colpa della violenza non può essere colpa di chi le subisce. Un’idea figlia spesso di una mentalità per cui l’uomo crede di poter vantare diritti di possesso sulla donna. Il video è stato ideato, girato e montato in tempi strettissimi dallo staff di comunicazione del Seravezza ovvero Christian Bianchi e Andrea Ristori e appoggiato appieno dalla società che negli anni ha voluto affiancare ad una organizzazione sportiva di primo livello un impegno per favorire la presenza nella società. «È stata una iniziativa dello staff della comunicazione – commenta il presidente Lorenzo Vannucci – che abbiamo appoggiato con grande entusiasmo cercando la collaborazione delle società sportive del territorio: crediamo che lo sport sia una parte bella della società e portatore di valori per cui non può estraniarsi da ciò che accade fuori. Ai nostri ragazzi vogliamo insegnare a giocare a calcio, ma anche il rispetto per l’altro. È incredibile che ancora oggi si debba fare i conti con certe problematiche, ma esistono e vogliamo mettere il nostro piccolo mattone per costruire una società diversa».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google