Il dolore
Una “vetrina” per l’approdo E la Baracchina sparisce
viareggio. Non c’è trasformazione portuale che non ambisca ad avere la propria “vetrina”, o – come si dice – il proprio “waterfront”. Da quello che trapela, il nuovo Piano regolatore portuale (che rischia di essere vecchio ancora prima di vedere la luce) coltiva ambizioni di riorganizzazione non solo della Darsena, dall’ortomercato fino al vecchio mercato ittico, ma anche del rapporto tra la città e il suo porto. Nota dolente che crea l’attrito attuale tra Comune di Viareggio e Regione Toscana, tenendo in stallo la nomina del nuovo segretario della Authority portuale.
L’elemento “cerniera” tra la città di là e di qua dal Molo sarebbe stato individuato nel complesso edilizio che inizia con il ristorante “La Baracchina”, presenza storica della Darsena viareggina, un edificio adibito a cantieristica e l’attuale sede della palestra Berchielli. Questo il complesso che sarebbe destinato a diventare la porta verso il porto. Con tutti gli elementi esistenti inglobati in un unico contenitore, comprensivo anche di ristorante. Perché quello attuale – e da tempo se ne parla in Darsena – verrebbe abbattuto e trasferito all’interno della nuova struttura che avrebbe così anche una destinazione commerciale.
Un’operazione decisamente molto attrattiva per i soggetti privati legati a nautica e non solo, che finirebbe per aumentare il valore delle banchine tutto intorno, fino alla via Coppino, oggi in parte in concessione alla Viareggio Porto (“Ceina e Antonini”) e in parte destinate ai lavori e, dunque, pubbliche (“Pasquinucci”).
La prima domanda, stando a quanto trapela relativamente a questa parte di Variante, è quella relativa a traffico e parcheggi, visto che la viabilità nella zona è già complicate e i parcheggi non bastano mai. Anche considerando che l’area che sarebbe interessata si intreccia strettamente con quella del cantiere Perini Navi, oggi chiuso ma destinato a nuova vita non appena l’asta sarà andata buon fine., e con il suo carico di lavoratori e mezzi.
D.F.
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