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cronaca

Super green pass, nuove regole per ristoranti e discoteche. I commercianti della Versilia: «Pronti, ma...»

Con l’entrata in vigore del certificato rafforzato potranno entrare solo vaccinati e guariti: «La priorità è coninuare a lavorare, dubbi sui controlli»


26 novembre 2021 Gabriele Buffoni


Viareggio. Dal prossimo sei dicembre, e fino al sei gennaio, cambiano le regole per l’accesso dei clienti a ristoranti, cinema e molti locali. Con il nuovo decreto ministeriale approvato mercoledì, infatti, si potrà entrare solo con il cosiddetto Super Green pass, vale a dire il certificato che garantisca la vaccinazione oppure la guarigione dal coronavirus. La validità di questo certificato scende da 12 a 9 mesi. In particolare, l’accesso a spettacoli, eventi sportivi, bar e ristoranti al chiuso, feste e discoteche, cerimonie pubbliche sarà consentito in zona bianca e gialla solo ai possessori del Super green pass. E quindi sono esclusi i non vaccinati anche se hanno il tampone negativo.

Le limitazioni per la zona arancione riguarderanno solo chi non possiede il certificato verde «rafforzato». Il decreto che ha avuto il via libera dal Consiglio dei ministri all’unanimità prevede anche un rafforzamento del sistema dei controlli: entro tre giorni dall’entrata in vigore del decreto, i prefetti sentiranno i Comitati provinciali di ordine e sicurezza pubblica ed entro cinque giorni sarà adottato il nuovo piano di controlli coinvolgendo tutte le forze di polizia. Previste anche relazioni settimanali al Viminale. Ecco perché con queste nuove regole ristoratori e proprietari dei locali della Versilia, in particolare discoteche, si preparano in vista delle feste di Natale - pranzi e cene - e soprattutto per la notte di Capodanno.

Ne abbiamo sentiti otto e la loro risposto all’introduzione del super certificato è positivo. La loro priorità, infatti, è quella di scongiurare nuove chiusure per un settore tra i più penalizzati in quasi due anni di restrizioni. Certo, alcuni aspetti pratici vanno a ancora chiariti, come ad esempio i controlli sui clienti. «C’è ancora molta confusione sulle procedure da attuare - commenta Michele Marcucci, titolare dell’Enoteca Marcucci di Pietrasanta - sull’eventuale aggiornamento dell’applicazione, se sarà automatico o meno, oppure su altri modi per distinguere un green pass dall’altro. Però non appena arriveranno notizie certe, ci adegueremo di conseguenza. Sul provvedimento a mio avviso non si discute - dichiara Marcucci - c’è una scelta da fare e, in questo caso, bisogna solo affidarsi alla scienza. Non c’è una via di mezzo. Giusto limitare l’accesso ai vaccinati o a chi è già guarito dal Covid: chi non si vuole sottoporre al vaccino - spiega - sempre più sarà escluso alla vita pubblica perché la priorità deve rimanere sicurezza di tutta la collettività».

Il Vaticano - Pietrasanta

Ha subito direttamente le conseguenze del Covid-19, tanto da dover chiudere il proprio ristorante - la nota bistecchiera "Il Vaticano" in via del Marzocco, a Pietrasanta - per un mese. Piuttosto che correre il rischio di compiere nuovamente quel passo indietro, quindi, Andrea Focacci è pronto a qualunque cosa. «Per tutto il mese di agosto - racconta - siamo rimasti chiusi perché l’80 per cento dei miei dipendenti si è ritrovato positivo al virus. Un’esperienza del genere non voglio riviverla: se prima già avevamo iniziato a fare i controlli per il Green pass, da quando abbiamo riaperto siamo stati ancora più scrupolosi. Ad esempio non faccio entrare nessuno se, oltre al Green pass, non mi mostra anche un documento in modo da essere certo che il certificato corrisponda. Se inaspriranno i controlli quindi - conclude - non posso che essere d’accordo». C’è però un problema: il personale. «È l’unico vero disagio a cui a mio avviso si va incontro - spiega Focacci - mettere una persona sulla porta e monitorare ogni ingresso, specie quando hai il locale pieno con un centinaio di clienti prenotati, significa impiegare tempo e risorse in qualcosa che esulta dal reale lavoro di ristorazione. Per questo spero che i provvedimenti presi servano a risolvere la situazione: ben venga il Green pass rafforzato se davvero serve a rimanere aperti: personalmente vivo con la paura - rivela - che da un giorno all’altro, come già accaduto l’anno scorso, arrivi l’ordine di chiudere di nuovo tutto».

Bistrot -Forte dei Marmi

«Anche qualora la Toscana diventasse zona gialla con l’introduzione di questo nuovo green pass si potrà continuare a lavorare: questa credo sia la cosa più importante».Davide Vaiani non ha tentennamenti: il patron del ristorante "Bistrot" di Forte dei Marmi (ma anche, insieme al resto della famiglia, dei ristoranti "Fratellini’s", "L’osteria del mare" e "Pesce Baracca", sempre a Forte) è pronto ad adattarsi a maggiori controlli e limitazioni purché non si corra il rischio di chiudere di nuovo in un momento così delicato per il mondo della ristorazione.«Qualche disagio, almeno inizialmente, lo porterà senz’altro - ammette Vaiani - non tanto per i clienti locali, che perlopiù hanno il Green pass già derivante dal vaccino. Penso soprattutto per quei clienti più salutari, magari provenienti da altre regioni oppure addirittura dall’estero, anche proprietari di seconde case qua in Versilia, che a Forte dei Marmi tornano proprio per le vacanze di Natale. Nel mio locale è già capitato più volte che si presentassero clienti di questo tipo con il certificato post-tampone. Però - spiega - questo non toglie che il provvedimento sia giusto: il periodo è uno dei momenti clou per chi ha un ristorante e non è il massimo, ma ormai alle difficoltà dovute ai controlli siamo abituati. Supereremo anche questa: alla fine - conclude Vaiani - se questo si ripercuoterà in positivo in un aumento delle vaccinazioni ne sarà comunque valsa la pena».

La Capannina - Forte dei Marmi

«Nuovi controlli? Bene così: le persone devono capire che stiamo combattendo tutti insieme la terza guerra mondiale e che l’unico modo per vincerla è vaccinarsi».Fresco di terza dose, Gherardo Guidi è pronto a fare la sua parte. E con lui anche la Capannina di Franceschi, la storica discoteca fortemarmina detentrice del primato come locale da ballo in attività più antico del mondo. «A penalizzarci davvero non è l’atto di controllare il Green pass dei nostri clienti all’ingresso - spiega il patron della Capannina, che gestisce da oltre 40 anni con la moglie Carla - ma la riduzione al cinquanta per cento della capienza: è quello il motivo per cui gli incassi sono quelli che sono e per cui in questo momento possiamo solo limitarci a "sopravvivere". I controlli è invece bene eseguirli e in maniera capillare. Ho fiducia nel governo e nelle persone che lo guidano - spiega Guidi - se ritengono utili provvedimenti di questo tipo, è bene adeguarsi. E inasprire i controlli per chi invece non prestava attenzione alle normative vigenti. Per noi alla Capannina non cambierà poi molto, già ci siamo organizzati in questi mesi e proseguiremo con il nostro lavoro». Tutto, insomma, pur di non commettere un nuovo passo falso a livello nazionale «C’è da evitare a qualunque costo di chiudere di nuovo le attività - conclude Gherardo Guidi - per questo l’unica soluzione è fidarsi della scienza: far diventare obbligatorio il vaccino, a mio avviso, non sarebbe una scelta sbagliata».

La Bussola - Marina di Pietrasanta

Due facce della stessa medaglia: da un lato la maggiore prevenzione, dall’altra i problemi causati dalle procedure di controllo e dal rischio di calpestare il campo minato della privacy. «Sicuramente non è un passo semplice - ammette Giuliano Angeli, titolare della discoteca "La Bussola" di Focette, a Marina di Pietrasanta - ma personalmente credo che questo nuovo Green pass sia un provvedimento giusto. Bisogna adottare misure speciali: meglio prevenire, con maggiori controlli adesso, piuttosto che curare». I disagi tuttavia sono innegabili. «Bisognerà capire bene in che modo poter eseguire i controlli perché la privacy altrui va rispettata - spiega Angeli - ma non dovendo registrare i dati, credo che un banale controllo non comporti rischi particolari. Detto questo - ammette il titolare della Bussola - confido anche che il pubblico giovane a cui si rivolgono le discoteche come la nostra si sia in larga misura vaccinato e dunque sia già in possesso dei requisiti per il nuovo certificato. Chi non l’ha fatto, sono sicuro che in vista di San Silvestro avrà una grande spinta in questa direzione». Eppure i dati lasciano presagire il timore di qualche flessione. «Per adesso abbiamo avuto qualche disdetta di tavoli: perlopiù eventi privati, clienti adulti influenzati più dall’aumento dei contagi che dal nuovo Green pass - spiega Angeli - il dato più preoccupante ad oggi è semmai l’assenza di prenotazioni per la notte del 31 dicembre».

Romano - Viareggio

Il ristorante "Romano" di Viareggio è ad oggi ancora chiuso per ferie ma riaprirà proprio a dicembre. E quindi, all’annuncio di mercoledì sera del presidente del Consiglio Mario Draghi sull’introduzione dal 6 dicembre del nuovo Green pass "rafforzato", in breve tempo è corso ad informarsi su quello che sarà necessario attuare. «Ci adegueremo e proseguiremo a lavorare come abbiamo già fatto finora fin dalla nascita del green pass ad agosto: bene così».Ad annunciarlo è il titolare del noto locale viareggino Roberto Franceschini. Nessuna protesta dunque, anche se il periodo "colpito" dal provvedimento è quello delle festività natalizie, uno dei momenti di maggiore affluenza per il settore della ristorazione. «La speranza - spiega Franceschini - è che gli eventuali disagi possano servire a qualcosa e che spingano la gente a vaccinarsi: è l’unica soluzione se si vuole tornare alla normalità. Se serve dare il nostro contributo alla causa, faremo la nostra parte come sempre fino a questo momento. Soprattutto - chiarisce - se questo nuovo certificato più restrittivo permetterà di evitare nuove chiusure come quelle che abbiamo già dovuto subire nel lockdow». Resta un solo dubbio sulla procedura, ancora non bene chiarita, dei controlli. «L’applicazione dovrebbe aggiornarsi, ma aspettiamo direttive precise - spiega il titolare di "Romano" - anche perché altrimenti rimarrà impossibile distinguere chi ha fatto il tampone da chi invece si è effettivamente vaccinato».

Da Giorgio - Viareggio

Vaccinarsi è una scelta «di importanza sociale enorme: giusto inasprire le norme».Non potrebbe essere più d’accordo con l’introduzione del nuovo Green pass Guido Lombardi, titolare del ristorante "Da Giorgio" a Viareggio. «È più che giusto tutelare la maggioranza della popolazione che ha deciso di vaccinarsi - spiega il noto ristoratore viareggino - e lo è altrettanto che gli altri, anche per senso di comunità e per maggiore tutela di tutti, siano spinti ad adeguarsi».Pochi i dubbi sulla possibile incidenza in negativo che il nuovo provvedimento del governo potrebbe avere sulla clientela in un periodo tradizionalmente molto intenso per i ristoranti. «È da inizio agosto che controlliamo i Green pass, non cambierà nulla sotto questo aspetto - dichiara Lombardi - noi siamo sempre stati molto scrupolosi, e devo ammettere che ho notato anche da parte dei clienti molto rispetto e cortesia: chi prenota e non ha il Green pass ad esempio ci ha sempre chiesto un posto all’aperto. Ora ovviamente non sarà possibile far cenare fuori le persone, visto che ormai siamo alle porte di dicembre, ma credo che le perdite saranno minime: al massimo - spiega - inciderà su quelle tavolate dove su otto persone solo due non sono vaccinate. Il rischio è che nessuno di questi venga a cena al ristorante, perdendo un tavolo intero, ma ce ne faremo una ragione: è per la sicurezza di tutti, anche di chi nel mio locale lavora da due anni indossando costantemente la mascherina».

Pozzo di Bugia - Querceta

Ha pochi dubbi sull’utilità del provvedimento Gaio Giannelli, titolare del ristorante "Il Pozzo di Bugia" a Querceta. Così come sullo scopo del governo che mercoledì ha annunciato la novità del "super green pass".«La gente deve capire che l’unica soluzione per sconfiggere il virus è vaccinarsi: giusto limitare il raggio d’azione di chi ancora non accetta questa verità scientifica».Trascurabili invece i disagi che questo potrà arrecare. «Sempre meglio fare qualche sacrificio in più, qualche controllo più mirato, ma continuare a lavorare - dichiara Giannelli - ricordiamoci che senza il vaccino e senza il green pass a quest’ora saremmo stati costretti, come già accaduto in passato, ad abbassare le serrande e a sperare in tempi migliori. Oggi invece cosa ci viene chiesto? Solo di controllare un certificato per accettare i clienti all’interno del locale. Tra l’altro ho letto che l’applicazione con cui già eseguiamo i controlli sul Green pass si aggiornerà autonomamente con l’introduzione di questo nuovo provvedimento - spiega - quindi non credo che la cosa creerà particolari disagi anche per chi non è particolarmente abile a livello tecnologico. Se questo porterà ad un calo della clientela sotto Natale? Non lo so, ma sono scettico su questo punto - risponde Giannelli - la maggior parte dei clienti dei ristoranti sono persone che hanno il Green pass perché comunque già vaccinati, sono pochi quelli che si fanno il tampone appositamente per andare a cena fuori».

Da Marco - Viareggio

Allarga le braccia, sospirando con rassegnazione. «Da un lato è una sicurezza in più per rimanere aperti anche qualora la situazione peggiorasse, dall’altro certamente creerà dei disagi ulteriori sia nel momento del controllo sia alla prenotazione, quando ci ritroveremo a dire ai clienti non vaccinati che non possono essere serviti». Vede il bicchiere pieno solo a metà Andrea Travascio, titolare (insieme alla moglie) del ristorante "Da Marco", uno dei locali più frequentati nella darsena di Viareggio. «Partiamo dagli aspetti positivi: in questo modo si delinea in modo più netto chi può entrare e cenare al tavolo e a chi invece non è concesso - spiega - o ci si vaccina o si è guariti dal Covid, altrimenti questo green pass "rafforzato" non si ottiene. La speranza quindi è che ci sia maggiore sicurezza e che non si rischi di dover chiudere per tutto questo periodo. Però resta aperta la questione del controllo a carico dei ristoratori - dichiara - cosa che già come principio reputo ingiusta fin dalla sua introduzione: non siamo noi le forze dell’ordine, non possiamo neppure pretendere che i clienti ci mostrino il documento di identità. In più - aggiunge - quando un ristorante è pieno ci sarebbe bisogno di personale appositamente assunto per controllare i certificati a tutti visto che, come annunciato dal governo, sarà inasprita anche la rete di monitoraggio che finora è stata in realtà piuttosto blanda. Non tutti però possono permetterselo: sarà un bel disagio per chi lavora».

 

 

 

 

 

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