Lutto
Il locomotore abbandonato La Regione chiede decoro
È abbandonato e sfregiato in un deposito in disuso di Fs. Il consiglio a Ferrovie: «Intervenga subito, una conservazione dignitosa è un dovere per la memoria»
Francesca Suggi
Viareggio. Il pugno è arrivato dritto allo stomaco anche in Regione Toscana. Il consiglio regionale tutto chiede «decoro e dignità» per quel locomotore simbolo di una strage ferroviaria, quella di Viareggio del 2009, “dimenticato”, vandalizzato e sfregiato, all’interno di un’area in disuso di proprietà di Ferrovie dello Stato, tra i quartieri di Sorgenti e Corea (periferia nord) , in via Pisana.
Il Tirreno ha portato alla luce il caso che ha subito indignato le istituzioni fiorentine (e non solo) per l’affronto alla memoria di quello che è stato uno dei più grandi disastri ferroviari italiani degli ultimi 50 anni. Il mezzo è là dentro (come altri locomotori) in un contesto fatto di depositi dismessi, sporcizia, ex officine abbandonate e deturpate, strutture dove dormono senza tetto: era l’ex deposito delle locomotive del gruppo Ferrovie, dismesso gradualmente nel 2018. Settantamila metri quadri di proprietà privata, ma purtroppo con tanti accessi che rendono l’area oggetto di vandalismi, visite di curiosi e rifugio di senza tetto. Un’area da mettere in sicurezza, insomma. Così come chiede, tra le altre cose, tutto il consiglio regionale all’unanimità, approvando una mozione ad hoc del consigliere Pd Francesco Gazzetti. «Dare una conservazione rispettosa a quel locomotore è un dovere. Ferrovie intervenga al più presto», si legge. «Lo stato di abbandono del locomotore del treno della strage di Viareggio è una ferita per la Toscana. Tutto il consiglio regionale, approvando all’unanimità la mozione che ho presentato pochi giorni fa, ha ribadito che il mantenimento rispettoso di quel simbolo è un dovere sia per la Memoria di quella strage ed anche una necessità in quanto possibile reperto ancora potenzialmente utile ai fini delle indagini, così come ci fece capire Loris Rispoli in riferimento ad un’altra strage come quella del Moby Prince il cui relitto venne invece rimosso e smantellato», puntualizza il consigliere Pd Francesco Gazzetti, a seguito dell’approvazione all’unanimità della “sua” mozione.
«Devo ringraziare il mio capogruppo Vincenzo Ceccarelli per l’attenzione che ha riservato a questo atto, alle colleghe ed ai colleghi Pd che lo hanno supportato e sottoscritto, così come a tutti i presidenti degli altri gruppi che hanno immediatamente accettato di metterlo in approvazione, dichiarandosi anche pronti a sottoscriverlo anch’essi come, ad esempio, ha fatto in aula Elisa Montemagni della Lega. Con questa mozione chiediamo alla giunta di attivarsi quanto prima con Ferrovie dello Stato affinché vengano presi immediati provvedimenti, da parte delle stesse Ferrovie, per garantire una conservazione decorosa del locomotore del treno della strage del 2009, preservando tale reperto in piena sicurezza, in segno di rispetto anche per le vittime, i feriti e i loro familiari di uno degli eventi più drammatici della storia recente della Toscana e d’Italia». Si invita, con forza, la giunta a sollecitare Ferrovie a garantire una conservazione decorosa alla locomotiva della strage e a mettere il “non luogo” in sicurezza. «Chiediamo inoltre – continuano – che Ferrovie proceda, inoltre, a mettere in sicurezza e ripulire il deposito ferroviario abbandonato, chiudendo definitivamente gli accessi in modo da impedirne futuri usi impropri, in vista di un auspicabile recupero complessivo dell’area». E si sottolinea quanto sia importante l’impegno di tutto il consiglio regionale verso la questione.
«L’impegno che ci ha portato a costruire questo atto, che ha trovato il supporto di tutta l’aula, vuole inoltre rappresentare un costante supporto alle associazioni, alle istituzioni ed a tutti coloro che negli anni si sono battuti al fine di accertare responsabilità giudiziarie. Quella della strage di Viareggio è una delle pagine più dolorose della nostra storia recente: il nostro obiettivo è difendere e preservare un simbolo della memoria collettiva».
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