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«Dipendenti positivi e noi chiusi un mese, non deve più accadere»

«Dipendenti positivi e noi chiusi un mese, non deve più accadere»

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Ha subito direttamente le conseguenze del Covid-19, tanto da dover chiudere il proprio ristorante – la nota bistecchiera “Il Vaticano” in via del Marzocco, a Pietrasanta – per un mese. Piuttosto che correre il rischio di compiere nuovamente quel passo indietro, quindi, Andrea Focacci è pronto a qualunque cosa. «Per tutto il mese di agosto – racconta – siamo rimasti chiusi perché l’80 per cento dei miei dipendenti si è ritrovato positivo al virus. Un’esperienza del genere non voglio riviverla: se prima già avevamo iniziato a fare i controlli per il Green pass, da quando abbiamo riaperto siamo stati ancora più scrupolosi. Ad esempio non faccio entrare nessuno se, oltre al Green pass, non mi mostra anche un documento in modo da essere certo che il certificato corrisponda. Se inaspriranno i controlli quindi – conclude – non posso che essere d’accordo». C’è però un problema: il personale. «È l’unico vero disagio a cui a mio avviso si va incontro – spiega Focacci – mettere una persona sulla porta e monitorare ogni ingresso, specie quando hai il locale pieno con un centinaio di clienti prenotati, significa impiegare tempo e risorse in qualcosa che esulta dal reale lavoro di ristorazione. Per questo spero che i provvedimenti presi servano a risolvere la situazione: ben venga il Green pass rafforzato se davvero serve a rimanere aperti: personalmente vivo con la paura – rivela – che da un giorno all’altro, come già accaduto l’anno scorso, arrivi l’ordine di chiudere di nuovo tutto».

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