La protesta
Alleanza tra studenti e adulti per combattere i pregiudizi
Iniziativa di Comune, Casa delle donne, associazione “Donnexstrada” di fronte ai giovani degli istituti viareggini
viareggio. “Neanche un fiore” è il titolo evocativo della giornata che si è svolta ieri a Viareggio, in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne. Un doppio appuntamento iniziato la mattina al Teatro Jenco, con un incontro dedicato ai ragazzi delle scuole superiori, al quale hanno partecipato gli studenti dei alcune classi quarte e quinte del liceo Scientifico “Barsanti e Matteucci” e dell’Istituto Nautico e Iti “Artiglio-Galilei”. Dopo i saluti istituzionali del vicesindaco Federica Manieri del Comune di Viareggio, organizzatore dell’evento in collaborazioni con associazioni che seguono da vicino la problematica della violenza di genere. «L’obiettivo – ha detto Manieri – è lavorare insieme per eliminare pregiudizi di genere ma anche fornire supporto ed attenzione alle troppe vittime». I ragazzi hanno seguito con attenzione gli interventi prima delle relatrici, Alice Frediani, Ilaria Saliva e Marta Maria dell’associazione “Donnexstrada”, e poi di Ersilia Raffaelli ed Elisa Petrini della Casa delledDonne di Viareggio.
Una guerra difficile da combattere quella della violenza di genere, in cui il denominatore comune è quello di cominciare ad insegnare ai giovani il rispetto, il significato e valore della parola consenso, perché è da questo principio fondamentale che spesso inizia quella che può non sembrare violenza. Le rappresentati dell’associazione “Donnexstrada” hanno spiegato il fenomeno del cosiddetto “Catcalling”. Nato dalla fusione dei termini “cat” (gatto) e “calling” (chiamare), il catcalling non è altro che la molestia verbale rivolta prevalentemente a donne incontrate per strada, comprendente commenti indesiderati, gesti, strombazzi, fischi e avance sessuali in aree pubbliche come strade, centri commerciali, mezzi di trasporto e parchi. Un fenomeno in crescita che condiziona molte donne che non si sentono più libere di camminare per strada e indossare ciò che vogliono. Gesti che spesso dai più non vengono considerati violenza e che invece lo sono. Raffaelli – presidente della Casa delle donne – ha iniziato il proprio intervento con un filmato e ha chiesto il commento degli studenti. Nel filmato, uno spogliatoio di ragazzi che «commentano in maniera colorita il comportamento di certe ragazze esortando un amico a provarci senza problemi. Il ragazzo in questione invece, non si è lasciato condizionare e ha aspettato il momento giusto per la conquista».
A commentare per la platea di studenti è stato Giorgio Giannini, dello Scientifico: «Inutile negare che le battute fra noi ragazzi ci sono, come ci sono fra le ragazze, ma non mi sento di considerare né me, né tutti i ragazzi che conosco, come dei “lupi” o predatori, Spesso la violenza dipende anche dall’educazione ricevuta e dall’istruzione, ma davvero la maggior parte di noi non sono degli orchi, pur non negando che il problema della violenza di genere è ogni giorno più grave».
Maria Cristina Ercini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
