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Versilia

il comitato mare libero 

«Le spiagge delle piazze siano libere»

«Le spiagge delle piazze siano libere»

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viareggio. Lungo la costa della Versilia la gestione dei chilometri di spiagge in concessione, per opera dei balneari, «è abbastanza discutibile»: così si legge nella nota diffusa dal Coordinamento nazionale “Mare libero”, a firma di Andrea De Plano. Il concetto è così dettagliato: «Se un diversamente abile prova ad affacciarsi all’ingresso di uno stabilimento si trova di fronte a delle barriere insormontabili; i coni visivi poi, sono occlusi da cancelli, barriere per proteggere il ricovero invernale delle proprie tende e sdraio; d’inverno le recinzioni di materiale scadente e di poco gusto, si prolungano in modo continuativo per chilometri di spiaggia, offrendo ogni 300 metri un varco d’accesso largo un metro difficilmente visibile dal mare, dove l’odore di pipi ed escrementi vari si accumulano».

Il tema è, inevitabilmente, quello della sentenza del Consiglio di Stato che rimanda i balneari alle aste degli stabilimenti e il Governo italiano a definire la legge che le normi: «Qualcuno però si è domandato cosa ne pensano i cittadini, quali proprietari del bene-spiaggia, di questa sentenza che non solo vuole mettere a gara le concessioni, ma vuole riordinare il settore ristabilendo fra l’altro un giusto equilibrio fra spiagge in concessione e spiagge libere o libere-attrezzate. Va ricordato che a Viareggio vi sono dieci chilometri di spiaggia di cui quattro sono Riserva naturale dove l’accesso è limitato e la balneazione è tollerata e non consentita. Degli altri sei chilometri, solo 14 metri sono di spiaggia libera: quella a fianco al Molo, detta “Striscia di Gaza”. Per il resto, l’accesso è a pagamento. Nel resto del litorale Versiliese la situazione è analoga. Le percentuali di occupazione di spiagge in concessione sono: Pietrasanta 98,8 per cento; Camaiore 98,4 per cento; Montignoso 97 per cento; Forte dei Marmi 93,7 per cento; Massa 90,3 per cento; Carrara 84,8 per cento».

La nota prosegue, e non mancherà di far discutere: «Qualcuno pensava che le concessioni potessero veramente appartenere alle stesse famiglie, tramandate da padre in figlio o passare di mano solo dietro compensi milionari? E dov’è il vantaggio del pubblico interesse in questa negoziazione? Lo sa il cittadino che le spiagge date in concessione direttamente dal Comune, come è il caso de “L’altro mare”, pagano 150mila euro all’anno di concessione, mentre i bagni limitrofi ne pagano 15mila/20mila, compresa la civile abitazione, senza peraltro smantellare le strutture e ripristinare il panorama pre-esistente? Per questi, ed altre decine di motivi, il nostro comitato, che fa parte del Coordinamento nazionale Mare libero, parteciperà a livello nazionale e locale ai tavoli dove si dovrà decidere il futuro delle nostre spiagge discutendo del riassetto delle medesime».

Uno degli obiettivi – così viene spiegato nel comunicato – è quello di «di far aumentare le percentuali di spiagge libere o libere attrezzate fino ad un 50 per cento, a livello comunale. Potremo in questo modo offrire al potenziale turista, una diversificazione dei servizi, attualmente caratterizzata solamente da ombrelloni e sdraio, usufruendo così della spiaggia in maniera diversa da quella attuale. Nelle osservazioni al nuovo Piano di utilizzo degli arenili di Viareggio chiederemo che – in questi due anni di transizione – le spiagge prospicienti le piazze Mazzini, Pea e Maria Luisa siano destinate ad usi diversi quali ad esempio attività sportive, parchi giochi, affitto imbarcazioni, gite nautiche, Kate surf, jetsky, bau-beach, lezioni di nuoto, spazi per eventi e tutto il mondo dei servizi da spiaggia che di solito troviamo nei villaggi turistici, dandole in gestione tramite gare di affidamento. Per una spiaggia più inclusiva, che sia a disposizione della maggior parte dei cittadini e turisti in modo gratuito e attrattivo».

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