Il Tirreno

Versilia

Sui cartelli età e nome delle vittime della strada in Versilia: «Così facciamo capire che lo strazio è realtà»

Donatella Francesconi
Sui cartelli età e nome delle vittime della strada in Versilia: «Così facciamo capire che lo strazio è realtà»

L’iniziativa della Croce Rossa in Passeggiata per fare riflettere sui rischi anche i più distratti. Con i volontari anche i genitori di chi ha perso la vita

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VIAREGGIO. Immobili, come chi non c’è più, lungo tutta la Passeggiata affollata di sabato pomeriggio. Sono i volontari e le volontarie della Croce Rossa italiana, comitato di Viareggio (ma alcuni sono arrivati anche da fuori provincia), che hanno voluto ricordare le vittime della strada, in occasione della giornata loro dedicata. Ciascuno di loro ha un cartello in mano: in rosso c’è il nome di chi non c’è più, in nero l’età: Matteo Traina, 31 anni; Andrea Lucchesi, 21; Federico Paris, 18 anni; Veronica Giunta, 17; Lorenzo Martinelli, 19; Alessandro Cecchi, 27; Valentina Prisco, 28 anni; Aurora Francesconi, 15; Elisa Pezzini, 20.

In Passeggiata lavora – e quasi ci vive – Gigi Cecchi, padre di Alessandro, deceduto in un incidente stradale a fine settembre 2018. Da una tragedia senza guarigione è nata “FenomenAle” per volontà della famiglia di “Ale” e di tanti amici che a padre e madre si sono uniti nelle iniziative di volontariato e solidarietà promosse. Sabato pomeriggio papà Gigi ha voluto percorrere tutto il “flash mob” organizzato dalla Croce Rossa insieme al presidente del comitato viareggino, l’attivissimo Gianluca Molco. Per poi fermarsi proprio vicino alla volontaria portatrice del cartello con su il nome di Ale Cecchi. Per l’occasione la famiglia Cecchi ha anche voluto effettuare una donazione alla Croce Rossa.

Nel crepuscolo del pomeriggio inoltrato, le tute rosse dei volontari si illuminano delle luci della Passeggiata che sembrano fari puntati su di loro e sui cartelli che tengono in mano. Un nome dietro l’altro. Tanti pugni nello stomaco per qui nomi finiti sulle cronache locali e alcuni di loro diventati veri e propri simboli delle strade insicure di Viareggio. È il caso, per esempio, di Veronica Giunta: il suo incidente, a soli 17 anni, risale ormai al febbraio 2006, quando sui viali a Mare scorreva il Carnevale. Ma quella via dei Lecci lungo la quale Veronica ha lasciato la vita è ancora oggi tale e quale a quella notte di sangue sull’asfalto. Tante le promesse, le firme raccolte per chiedere sicurezza, le promesse della politica a gran voce. Oggi sulla strada dall’asfalto inesistente si sfreccia a tutta velocità e si continua a morire.

Gigi Cecchi non è il solo genitore di giovani vittime della strada che ha voluto essere presente alla iniziativa della Croce Rossa. In Passeggiata ci sono anche Maria Luisa Secchi, madre di Valentina Prisco, uccisa mentre attraversava il lungomare a Marina di Pietrasanta, a soli 27 anni nel maggio 2013, in una notte di pioggia, da un uomo risultato ubriaco. Condannato a un anno e otto mesi per quello che non fu e non sarà mai un incidente, come non smette mai di ripetere mamma Maria Luisa.

«Un evento toccante ed emozionante sulla Passeggiata di Viareggio», sono le parole di un’altra madre, Simona Di Vita, che ha perso la sua Elisa Pezzini, uno splendore di ragazza appena ventenne, in una notte di estate del 2015. «Un momento di condivisione e riflessione sulla sicurezza stradale», sono ancora le parole di mamma Simona, «e noi genitori delle vittime della strada abbiamo condiviso il nome dei nostri figli e il dolore straziante che ci avvolge con l'intera comunità».

Il presidente della Croce Rossa, Molco, è visibilmente commosso da quello che il comitato e tutti i volontari, viareggini e non, hanno saputo mettere in strada: «È stata una prima iniziativa, diciamo una sorte di prova generale». Le ambulanze alle sue spalle raccontano l’impegno, proprio sulla strada e a favore di chi è coinvolto in incidenti, della associazione di volontariato (come tutte le altre che operano in Versilia): «Vorremmo acquistare gli occhiali che abbiamo fatto provare ai ragazzi e che simulano lo stato di ebbrezza», spiega Molco al Tirreno. E c’è da giurare che ci sarà qualche donatore che si farà avanti visto l’impegno della associazione.

In piazza Campioni, a un passo dalla “Zattera”, luogo di ritrovo di tanti giovanissimi per lo “struscio” del sabato sera , una volontaria mostra il cartello dedicato a Matteo Traina, investito sulle strisce – un mese fa – sulla via Aurelia a Bicchio. La stessa strada teatro dell’ultimo incidente mortale. «Quel cantiere era pericoloso», raccontano gli stressi agenti della Municipale. E, allora, perché non attuare protocolli stringenti per la verifica dei tanti cantieri lungo le strade viareggine? A partire da quello che cantiere non è, ma ostacolo sì: la sbarra del viale dei Tigli che si chiude a ogni allerta meteo, non è illuminata, se non dal bianco e rosso che riflette. Ma nel buio del viale è davvero poco.

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di Redazione web