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Versilia

il retroscena  

Il cantiere “congelato” «Non è il solo rischio»

G. B.
Il cantiere “congelato” «Non è il solo rischio»

Il titolare della tabaccheria-alimentari lungo la via  «Dai numeri civici alla sicurezza: qui è tutto un problema»

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VIAREGGIO. Evidentemente qualcuno finalmente si è accorto che l’incrocio tra la via Aurelia e via dei Comparini – da anni al centro delle polemiche dei residenti di Bicchio – era un punto pericoloso. Infatti dopo l’incidente costato la vita a Pierluigi Gemignani il semaforo temporaneo è stato tolto e il cantiere, almeno per il momento congelato.

Nonostante questo l’intero quartiere vive comunque una grave situazione di degrado, sia per quel che riguarda la sicurezza stradale che per il pubblico decoro.

«I problemi di Bicchio sono frutto di tantissimi anni di trascuratezza – commenta Flavio Pollastrini, titolare dell’omonima tabaccheria-alimentari lungo la via Aurelia – l’ultimo intervento importante nel quartiere risale a più di 40 anni fa, poi più niente. E oggi i problemi sono tanti: non solo la sicurezza lungo la strada, dove mancano completamente i marciapiedi e posteggi per le auto, ma anche l’incuria delle piante che sono a rischio crollo sulle case che si affacciano sulla via Aurelia. Per non parlare poi del verde pubblico – prosegue il commerciante – la piazza dell’Amicizia, davanti alla scuola e un potenziale spazio di gioco per i bambini, sarebbe in uno stato di abbandono se non fosse per i residenti che continuamente si rimboccano le maniche per tenerla pulita e curata. Inoltre manca una corriera: da qui per andare in centro – racconta – dobbiamo pagare due biglietti per l’autobus: il doppio rispetto a chi parte da Torre del Lago, anche se percorre molti più chilometri».

C’è poi la questione dei numeri civici. «Completamente inesistenti – spiga Pollastrini – la mia attività è al numero 309, come molte altre abitazioni nel vicinato. Tant’è – racconta – che spesso la tabaccheria diventa il luogo di consegna della posta per tutti qua intorno. Ormai è una sorta di abitudine: il postino, per non confondersi, lascia tutto in negozio e così pure fanno i vari corrieri. Poi tra di noi la ridistribuiamo: è però un disagio – ammette Pollastrini – e soprattutto un sintomo di quanto questo quartiere sia poco considerato da chi ci dovrebbe amministrare e garantire la nostra sicurezza in strada».

G. B.

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