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Morta in centro a Viareggio, il ricordo della figlia: «Era una fotomodella. Di lei conserverò bellezza e generosità»
La ragazza: ha sfilato sulle passerelle in diverse città, anche straniere, tra queste negli Stati Uniti. Svelate le cause del decesso
VIAREGGIO. «Vorrei ricordare la mamma per le cose belle che ha fatto: in gioventù ha svolto la professione di fotomodella, era davvero molto bella». Inizia così il ricordo della figlia Erika di sua mamma Elisabetta Sozio, la donna di 57 anni morta venerdì scorso su un marciapiede in via Verdi: secondo l’autopsia il decesso, come spiega la figlia Erika, è stato causato da un infarto.
«La mamma era una persona straordinaria e unica con i suoi pregi e i suoi difetti, ma grazie per aver citato bei ricordi e sue caratteristiche inequivocabili. Aveva una forte personalità e non perché è mia mamma, ma so per certo che rimarrà nei ricordi di tutti quelli che l’hanno vissuta. Era una forza della natura e vogliamo ricordarla con un sorriso, nonostante il dolore, un abbraccio a tutti».
Rimane il rammarico da parte di Erika, della sorella Naomy e dei parenti, che forse se la mamma fosse stata notata prima, i soccorsi avrebbero potuto salvarla.
«Vorrei ricordare la mamma per le cose belle che ha fatto – dice Erika –: in gioventù ha svolto la professione di fotomodella, era davvero molto bella. Ha sfilato sulle passerelle in diverse città, anche straniere, tra queste negli Stati Uniti e conservo ancora con orgoglio giornali e riviste che parlano di lei. Ha avuto la copertina fra l'altro della rivista “Gioielli” e all'interno ci sono altre foto che la riproducono, dove si può notare, oltre che la sua bellezza, la classe con quale indossava abiti e i gioielli stessi in cui è stata fotografata. Mi è dispiaciuto tanto in questi giorni sentire alcuni apprezzamenti sul suo conto e sulla nostra famiglia non belli. La mamma era una donna solare e generosa, che ha saputo farsi voler bene da tante persone, che per fortuna in questi momenti me lo hanno anche dimostrato. Ed è questo per me quello che conta. Il passato è passato. I suoi genitori sono partiti da Capracotta, paese della provincia di Isernia nel Molise per andare in Svizzera per cercare lavoro e dove la mamma è nata. A Capracotta abbiamo ancora una casa, poi dalla Svizzera la nostra famiglia si trasferì a Firenze e successivamente a Viareggio, dove ci siamo integrati e abbiamo amicizie. Compreso quella di don Luca, il parroco della chiesa al Varignano, ed è per questo motivo che l'ultimo saluto alla mamma sarà lì. Purtroppo questo infarto non le ha lasciato scampo e per tutti noi è stata una morte improvvisa, che mai ci saremmo aspettati. Da sola per strada».
Tra i vari messaggi in ricordo di Elisabetta di questi giorni, ci sono quelli di Lorena Iaciancio:«Io la ricorderò per sempre con quel suo esordire, quando mi vedeva e diceva “ue, guagliò!”. Sarai sempre nel mio cuore», a cui si aggiunge quello di Lucia Polloni, «hai ragione Erika, quando dici che tua mamma era bellissima».
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