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Versilia

la polemica 

Piazza Statuto: «Piante condannate a morte dai lavori del Comune»

L. B.

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Pietrasanta. Piazza Statuto: è di nuovo tensione fra cittadini e amministrazione comunale a margine del cantiere in corso. «Gli alberi sono condannati a morte» è l’allarme lanciato dal Comitato.

«Abbiamo fatto un accesso agli atti e sono molte le difformità fra il progetto di variante presentato dal Comune per proseguire i lavori su piazza Statuto e i proclami a mezzo stampa dei nostri amministratori. In prossimità di via Mazzini non è infatti prevista la grande aiuola verde intorno ai cinque alberi salvati, nonostante anche recentemente, la stessa realizzazione fosse stata citata. Ma non solo, gli alberi del secondo filare vengono condannati a morte affogati nell’asfalto, chi ne sarà responsabile dovrà assumersene la colpa: non è prevista nessuna aiuola intorno ai tronchi e alle radici affioranti come per l’altro filare e quindi moriranno».

Inoltre, rileva il Comitato, l’asfaltatura che riguarda tutta l’area, «producendo una temperatura della zona tale da costituire una vera e propria isola di calore di fronte a cui quella singola fila di alberi non potrà opporre alcun refrigerio».

«La stessa variante – precisano dal Comitato – non prevede nessuna panchina né arredo urbano. E ancora: l’orribile centrale impiantistica a ridosso delle antiche mura cinquecentesche verrà semplicemente spostata tale e quale in prossimità dell’ingresso ai servizi pubblici».

«L’assessore Marcucci – continuano dal Comitato – dice che bisogna fidarsi del Comune, intanto nel progetto è prevista la totale asfaltatura del tronco degli alberi della seconda fila rimasti miracolosamente in piedi grazie all’intervento di cittadini e frequentatori di Pietrasanta che si sono uniti sotto il grande mantello del nostro Comitato. Lo stesso Marcucci ha dichiarato che le aiuole lato via Mazzini verranno ampliate, ma nel progetto questo non c’è. Per cui è insindacabile che l’amministrazione comunale continui a beffarsi dei suoi cittadini e risulta ridicola la sensibilità ambientale e alle alberature del territorio comunale di cui cerca di ammantarsi. Perché non dare il via a processi partecipativi in grado di migliorare e velocizzare la progettazione degli spazi pubblici? All’interno del Comune ed anche tra i cittadini ci sono le professionalità per avviare questi processi per alzare il livello democratico del nostro territorio».

L. B.

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