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Versilia

La musica di Martiny torna a casa: «Che bello suonare a Viareggio dopo due anni»

Gabriele Noli
La musica di Martiny torna a casa: «Che bello suonare a Viareggio dopo due anni»

L’appuntamento è fissato per venerdì 19 novembre alla Capannina del Marco Polo. «Ecco com’è cambiata la mia vita»

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VIAREGGIO. La pandemia ha tracciato una linea di demarcazione tra ciò che è stato e ciò che invece sta cominciando ad essere. Martiny non suonava dal vivo nella sua Viareggio da quasi due anni. Lo farà venerdì 19 novembre alla Capannina del Marco Polo, durante la prima edizione di “Pour Art”: un evento amarcord, almeno per lui, che nel frattempo ha riconvertito il suo percorso artistico e professionale. «Ora sto un passo indietro», racconta Alessandro Martini, 26 anni, la maggior parte trascorsi con una chitarra (elettrica e non) in mano e chissà ancora quanti, di sicuro tanti.

Da qui in avanti, però, non più come chi ci mette anche faccia e soprattutto voce, ma come parte di un progetto «che sta progredendo in fretta, il riscontro è ottimo sia durante i live sia sui social»: da un paio di mesi, infatti, Martiny è il turnista – in studio e nei concerti – di Svegliaginevra, una delle promesse dell’indie-pop italiano destinate a realizzarsi legata alla sua stessa etichetta, “La clinica dischi”, di Sarzana. Una collaborazione già sviluppata su diverse date: Milano, Spezia, Bologna, Torino.

«È andata bene, sono contento. Per lei e anche per me», confessa il musicista viareggino. Per lui, domani sera, sarà come tornare al periodo pre-pandemia, quello in cui tutto il lavoro era proiettato su di sé, dallo scrivere i brani a cantarli, concretizzato con la pubblicazione, nel 2019, dell’album “Post relax” seguito da un tour che lo ha visto esibirsi in varie città italiane. E gratificato da riconoscimenti in sequenza, come le semifinali raggiunte al contest per il concertone del Primo Maggio a Roma e al Premio Buscaglione di Torino.

«Le mie soddisfazioni me le sono tolte, ecco perché non alimento alcun rimpianto. Avrei potuto scrivere dei brani per un nuovo album durante la pandemia, ma il meccanismo si è arenato. E quando si è presentata questa opportunità con Svegliaginevra, l’ho colta subito, con entusiasmo». Il passo indietro riguarda solo il posizionamento sul palco, non le prospettive di carriera.

«Alla fine quel che conta davvero è suonare. Sono io che mi metto al servizio della musica, non il contrario: certo, occorre maturità. Per me – va avanti raccontando il suo entusiasmo – questa è una prova significativa in tal senso. Quando si è parte di un progetto così ampio, che coinvolge tante professionisti, bisogna essere sempre al top. Io stesso mi sento più responsabilizzato. Riesco comunque a ritagliarmi i miei spazi sul palco, a esprimermi liberamente».

È stato un anno di cambiamenti, il 2021, per Martiny. Se non drastici, quantomeno rilevanti: ha infatti cominciato a dedicarsi pure all’insegnamento dell’uso della chitarra, entrando nel corpo insegnanti della Backstage Academy di Pisa con il corso “Modern Guitar #101” e dell’Accademia Bianchi di Sarzana. «Avvertivo il bisogno di dedicarmi a qualcosa di diverso rispetto al percorso da solista. Anche perché la pandemia ha aumentato il divario tra chi aveva già sfondato e chi ancora no. Oggi, per chi intende emergere, le difficoltà sono tante e le opportunità poche. Io voglio affermarmi come chitarrista e trasmettere la mia passione ovunque». Domani sera alla Capannina del Marco Polo sarà l’occasione giusta per ascoltare la musica di Martiny a casa sua in un evento dal vivo.

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