Sicurezza
I residenti: «Una strada killer» Nel mirino c’è anche il cantiere
Due vittime in poco più di un mese
viareggio. Sono furibondi, gli abitanti di Bicchio. Scendono in strada per capire cosa è successo e quando si accorgono che c’è stato un altro incidente con una vittima, a poco più di un mese dalla morte di Matteo Traina – investito a 650 metri dallo schianto di ieri mattina – la loro reazione è sdegnata.
«Non è più possibile andare avanti così – attacca Flavio Pollastrini, titolare dell’alimentari-tabaccheria della zona e residente nel quartiere – Non è passato molto tempo dalla morte di quel ragazzo e ora ci ritroviamo a fare i conti con un’altra tragedia. Nel giro di un mese abbiamo avuto cinque incidenti seri, di cui due mortali. Cosa si aspetta per mettere in sicurezza questo tratto della viabilità? Che continuino a morire le persone?».
Secondo Pollastrini e altri abitanti di Bicchio «l’Aurelia ha bisogno di interventi immediati. Il primo riguarda gli autovelox. I dossi non si possono mettere, questa è una via di scorrimento: ma bisogna cominciare a scoraggiare chi la usa come una pista di Formula1. Fidatevi, qua la velocità è un pericolo costante. Le strisce pedonali messe a palliativo, per far transitare i pedoni (Traina è stato investito proprio mentre attraversava la strada, ndr) non sono la soluzione».
Altro elemento critico, secondo i residenti di Bicchio, è la segnaletica «oscurata da alcuni alberi: in generale i segnali stradali sono pochi e malmessi», si accusa.
Ma a finire nel mirino è anche la presenza di un cantiere, aperto da Toscana Energia, con semaforo temporaneo proprio sull’incrocio tra l’Aurelia e via dei Comparini, teatro dell’incidente in cui ieri ha perso la vita il 64enne torrelaghese Pierluigi Gemignani.
«È inaccettabile che ci sia uno smistamento della viabilità in questo incrocio con un semaforo temporaneo, mentre quello fisso è lampeggiante – fanno presente alcuni cittadini, anche agli agenti di polizia municipale intervenuti dopo lo scontro mortale – A prescindere dalla dinamica di quest’ultimo incidente, si tratta di una scelta troppo rischiosa e decisamente sbagliata, che trae in inganno auto e moto che transitano in questa zona. Bisogna trovare un rimedio quanto prima, per evitare altri lutti».
M.T.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
