Gioco
«Così la banca del latte ha salvato i nostri figli»
Il racconto di due mamme che non hanno potuto allattare i loro bambini «Grazie a questa struttura» Ecco come funziona
Viareggio. Racconta la mamma di Nora, bambina nata prematura di due mesi: «Il 13 ottobre, settimana di gravidanza 29+6, mi trovo in ospedale per perdite di sangue improvvise, senza alcun tipo di sintomo fisico. I medici mi comunicano il trasferimento all’ospedale Versilia per problemi legati alla placenta. Un paio di ore dopo: emorragia per distacco di placenta, cesareo d’urgenza e la mia bimba che nasce 2 mesi abbondanti prima rispetto al previsto. Il mio ultimo pensiero prima di entrare in sala operatoria e chiudere gli occhi è stato uno solo “chissà se rivedrò il primo amore della mia vita, mio figlio maggiore”. Sapevo che le cose non stavano andando per niente bene. Non posso negare che il risveglio e i primi giorni dopo l’intervento per me siano stati molto molto duri, soprattutto quando vidi per la prima volta la mia bimba, 24 ore dopo la nascita, sedata e intubata. Non avevo la minima speranza di tornare a casa insieme a lei. Il primo segnale di fiducia è arrivato solo nel momento in cui ho visto dal mio seno uscire le prime goccine di colostro. Per me quello è stato l’inizio di un nuovo capitolo di questa storia».
È per donne come la mamma di Nora che è nata e per fortuna si sta consolidando la raccolta e la conservazione del latte umano della Banca del Latte dell’ospedale “Versilia”. Anche questo 2021, nonostante varie problematiche legate alla pandemia, si sta infatti chiudendo con un bilancio straordinario per la struttura, che dal primo gennaio a oggi ha “arruolato” ben 54 donatrici e raccolto 390 litri di latte, dei quali 287, 95 donati ad altri territori o aziende. Il latte raccolto, offerto da donne donatrici che ne hanno in abbondanza, viene distribuito gratuitamente, dopo opportuno trattamento, ai piccoli pazienti che ne hanno bisogno e risulta spesso indispensabile per alcuni bambini malati.
La struttura di Lido di Camaiore, di cui sono referenti la dottoressa Ilaria Merusi e la coordinatrice Alessandra Manfredi, aperta nell’ambito della struttura di Pediatria diretta dal dottor Luigi Gagliardi il primo gennaio 2005, è impegnata fin dal 2008 – assieme alle Banche del latte del Meyer, di Lucca, di Arezzo, di Siena e di Grosseto – ad assicurare il fabbisogno di latte umano materno a tutti i piccoli che, a partire dalla regione Toscana, ne hanno necessità. È in occasione della giornata mondiale della prematurità, che si è celebrata ieri, che al Versilia sono arrivate due testimonianze di mamme che hanno voluto descrivere la loro esperienza e condividerla con le future mamme e papà.
Aggiunge la mamma di Riccardo: «Ho sempre immaginato il parto come il momento più magico per una donna. Sto scrivendo queste parole nella tua cameretta, che abbiamo terminato di arredare il 15 novembre dell’anno scorso, giorno in cui entravo nella 34esima settimana di gestazione. Ero a sei settimane dal grande incontro, c’era tempo. La verità è che l’indomani mattina non sono stata bene e sono corsa in ospedale. Pioveva. Ho salutato il mio compagno che non poteva entrare in reparto e in una ventina di minuti mi sono trovata in sala operatoria per un cesareo d’urgenza, pronta per essere addormentata. Non l’avevo nemmeno messo in conto un parto del genere. Mi sono svegliata in una stanza da sola e dal braccialetto ho visto che ho partorito alle 7.49 un bimbo di 2.330 grammi. Ma dov’era? Ti ho visto dopo dodici ore in un’incubatrice. Per cinque giorni ho potuto solo infilare le mie mani lì dentro, senza poterti far sentire la mia presenza».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
