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Versilia

La locomotiva della strage nel degrado

La locomotiva della strage nel degrado

La parte anteriore del treno si trova del deposito in disuso nella vecchia stazione di Livorno dove regna l’abbandono

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Viareggio. È uguale a tutte le altre che sono abbandonate e in buona parte vandalizzate con decine di scritte nello stesso hangar in disuso. Ecco perché per riconoscerla è necessario guardarla negli occhi e leggere il numero di serie rimasto impresso nella parte anteriore: “E 655 175”.

Si tratta del numero identificativo, una sorta di targa dalla quale è possibile avere la certezza che si tratta della locomotiva a cui la notte del 29 giugno 2009 erano attaccate le cisterne che poi sono deragliate nei pressi della stazione di Viareggio innescando l’inferno e trentadue vittime mai dimenticate.

Per arrivare al luogo dove è stato abbandonato il cuore del convoglio è necessario percorrere una quarantina di chilometri verso sud. Ed entrare all’interno della vecchia stazione San Marco di Livorno, un deposito delle ferrovie dello Stato in disuso dove regna il degrado: quasi 70mila metri quadri di archeologia industriale anni Trenta (1927 per la precisione) in via Provinciale Pisana. Sono di Ferrovie dello Stato, un tempo a servizio del mondo ferroviario livornese e italiano. «È proprietà privata: non è colpa nostra se l’area viene violata e vandalizzata e chi entra non è autorizzato a farlo», dicono da Rfi, rete ferroviaria italiana. È vero, la proprietà è privata, ma aimé gli accessi sono tanti. E il risultato di questo abbandono che va avanti da anni si vede eccome.

Tanto che quella stessa locomotiva annerita dal rogo è brutalmente vandalizzata, imbrattata di scritte. Un affronto alla memoria di quello che è stato uno dei più grandi disastri ferroviari italiani degli ultimi 50 anni. Un mezzo abbandonato (come altri là dentro) in un contesto fatto di depositi dismessi. Binari in disuso. Sporcizia. E ancora là intorno ci sono una foresteria in origine per il personale, spogliatoi, bagni, lavabi, portineria, guardiole e strutture varie, aperte e sfondate, alcune diventate rifugio di fortuna per senza tetto. E interi locali ed ex uffici vandalizzati e nel degrado più totale, con la vegetazione che si è insinuata dappertutto.

Ed ecco che in mezzo a tutto questo spunta la locomotiva della strage. Annerita, fanali fusi, con evidenti ferite: pure quel locomotore hanno colpito i vandali, con scritte giganti a bomboletta spray. Dentro, per fortuna, non si può entrare. Non si può deturpare. Deve stare là dentro fino al termine del processo, poi sarà deciso se smantellarlo o meno.

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