La protesta
Giovani artisti premiati nel nome di Michelangelo
Seravezza. Dopo lo stop dovuto alla pandemia, torna a Palazzo Mediceo e alle Scuderie Granducali il premio internazionale Michelangelo Buonarroti. La quarta edizione conferma grandi numeri con oltre 200 artisti che hanno partecipato dall'Italia e dall'estero e centinaia di presenze attese per sabato per il cerimoniale di premiazione.
Il premio si articola in sette sezioni: poesia singola a tema libero, libro di poesie edito, racconti, libro di narrativa edito, pittura, scultura, fotografia, digital art. Serve a valorizzare l’espressione artistica e i nuovi talenti negli ambiti della letteratura e delle arti visive.
«Un’ottima occasione di incontro per gli artisti e per scoprire nuovi talenti – l’ha definita l’assessore alla cultura Vanessa Bertonelli – Siamo contenti ed onorati di ospitarlo».
Il programma dell’edizione è stato illustrato a oalazzo Mediceo alla presenza dell’assessore alla cultura, della fondatrice e organizzatrice Barbara Benedetti, e da tre giurati: Simone Domeniconi, Lodovico Gierut, Lorenzo Marcuccetti e Attilio Lo Po’ in collegamento telefonico dalla Sicilia.
«Sono sempre più orgoglio perché vedo susseguirsi centinaia di artisti ogni anno che dopo aver partecipato al nostro premio crescono ed hanno un grande successo anche a livello nazionale – ha detto Benedetti – Quest’anno a causa della pandemia in corso, le cose sono state un po’ più complicate, ma abbiamo voluto comunque organizzare il cerimoniale di premiazione per dare l’opportunità agli artisti di incontrarsi e confrontarsi».
A decretare i vincitori della insieme a Domeniconi, c'erano altri 30 giurati provenienti da tutta Italia che saranno presenti fisicamente e virtualmente nella giornata di premiazione.
«La cultura salverà il mondo – ha detto il critico d’arte e giornalista Lodovico Gierut parafrasando una delle citazioni più famose di Dostoevskij - Ho già partecipato in qualità di giurato a questo prestigioso premio e posso dire che è diventato famoso, non solo perché hanno partecipato tanti artisti nazionali e internazionali, ma per la serietà di Barbara e il suo staff e per la qualità dei contenuti».
Il Premio per Marcuccetti è invece «un’opportunità per chiunque, e da giurato ho notato che quest’anno il filo conduttore di tutte le sezioni è stato l’amore, anche in un periodo cosi problematico».
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