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Nuovi avvistamenti di lupi nella zona di Seravezza: «Ora gli animali arrivano fino ai paesi»
Uno è stato effettuato nella località di Zarra a Ruosina, l’altro nella frazione di Corvaia. Gli esperti: «Niente paura, se li incontrate ecco come dovete comportarvi»
SERVAEZZA. I lupi non si sono abbassati ma stanno soltanto utilizzando (in questo momento) aree diverse del territorio. È così che gli esperti consulenti del Parco delle Alpi Apuane, i biologi Paola Fazzi e Marco Lucchesi, hanno spiegato gli avvistamenti sempre più frequenti del lupo nel fondo valle di Seravezza e in alcune frazioni della montagna, come ad Azzano. Avvistamenti che hanno confermato anche loro, con testimonianze fotografiche alla mano. Uno degli ultimi è avvenuto nella località di Zarra, a Ruosina, lungo la strada provinciale di notte. Un altro, ancora più eclatante per la zona molto vicina alle case e alla piana, è successo invece nella frazione di Corvaia. Niente paura però. È tutto nella norma.
«I casi di avvistamenti non rappresentano una situazione di pericolo – dice Paola Fazzi -. Né se l’incontro ravvicinato dovesse avvenire con un solo lupo né con più esemplari. La prassi è quella di mantenere la calma: di solito il lupo si allontana quasi immediatamente, ma se non dovesse succedere si consiglia di alzare la voce e fare rumore per indurlo ad allontanarsi. Perché di base c’è che questo animale non considera l’uomo come una preda».
Intanto gli avvistamenti fanno parlare i residenti. Un anno fa circa Il Tirreno aveva raccontato degli stessi episodi in alcune frazioni di Stazzema. E già sembrava una cosa straordinaria. Adesso sapere che sono a poche centinaia di metri da frazioni come Pozzi e Ripa o Seravezza capoluogo è un fatto che stupisce. Perché è inedito anzitutto.
Ma il consiglio dei biologi è quello di seguire una serie di indicazioni, come già spiegato qualche settimana fa in un incontro pubblico proprio ad Azzano. «In questo paese in particolare ci sono stati diversi faccia a faccia con i lupi – prosegue Fazzi –. Quest’anno si stanno facendo vedere di più sul seravezzino. È importante relazionarsi in modo corretto». Ma qual è il motivo di questo cambio di zona?
«Non si tratta di un abbassamento – dice la biologa – . I vari branchi occupano ciascuno sempre la stessa area territoriale, un raggio che va intorno ai 100 chilometri quadrati. Entro i quali scelgono di volta in volta le zone in base ad esempio a dove crescono i cuccioli d’estate, motivo per cui poi nei mesi successivi ci sono molti avvistamenti. Poi nel momento in cui intorno ai paesi c’è la presenza di ungulati, che loro predano, ecco che le occasioni possono aumentare».
Inoltre il contesto dell’Alta Versilia, in cui ci sono paesi e ambiti rurali piccoli e incastonati in mezzo ai boschivo facilita il fenomeno. Fra l’altro quest’estate, come ha riportato la biologa Fazzi, si è svolto il censimento dei lupi con l’attività di wolf auling e le foto trappole: il risultato ha confermano una presenza stabili di lupi nel Parco delle Alpi Apuane: cinque branchi riproduttivi che si dividono il territorio.
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