Gioco
La signora del palo è viareggina, Rossella a 51 anni trionfa al “Pole Art Italy 2021”
A causa della pandemia ha dovuto chiudere la palestra aperta nel 2014. Ora ha vinto la sua sfida. Ma nel suo passato c'è molto altro: «Mi misi a ballare tip tap e andai ai campionati mondiali»
VIAREGGIO. Ha conquistato la giuria non solo con la tecnica e le forza, ma anche con l’allegria sprigionata dalla sua performance: Rossella Ricci, viareggina di 51 anni, si è piazzata prima, per l’esibizione portata, alla manifestazione “Pole Art Italy 2021” che nei giorni si è tenuta a Torino e che ha visto competere più di 250 performer, rappresentanti di 29 Paesi. La giuria, i concorrenti e il terzo “incomodo”, il palo. Vero e proprio compagno di gara in questa disciplina. «Quando sono arrivato a Torino era in acciaio, fisso, alto quattro metri invece dei tre che utilizzo a Viareggio. Mi sono chiesta se ce l’avrei fatta. D’altra parte è così: per tutti noi il rapporto con il palo è di odio/amore».
Ma uno strumento un po’ diverso non poteva certo essere di ostacolo a Rossella, che a causa dei lockdown da pandemia ha dovuto chiudere la palestra aperta a Bicchio con tante speranze, dopo una intera vita da atleta. Sposata, madre di un ragazzo di 15 anni, diplomata in arpa al Boccherini di Lucca, Rossella Ricci appena undicenne assaggiò le gare nazionali di ginnastica artistica. «Ma gli insegnanti di arpa dissero chiaramente che si mi fossi fatta male alle dita mi sarei scordata lo strumento. Smisi e ho pianto per i successivi dieci anni». Ma Rossella non si arrendeva neppure da ragazzina e così, invece delle mani, trovò il modo di fare sport coi piedi: «Mi misi a ballare tip tap e andai ai campionati mondiali».
Atleta, ma anche insegnante (da quando ha chiuso la propria palestra, Ricci è al lavoro nella “WellDance&Blound” di Annarosa Petri, a Viareggio), Ricci racconta: «Avevo aperto la palestra nel 2014 e volevo proporre ai clienti qualcosa di nuovo. Così mi sono messa in contatto con i massimi esperti di pole, a Firenze. E in palestrato fatto installare il palo da mio marito, che è fabbro. Adesso sono sei anni che insegno anche questa disciplina».
Il corpo delle donne cambia rapidamente nel corso degli anni, ed elasticità e forza sono gli elementi chiave della disciplina sportiva praticata e insegnata da Ricci. Non facile l’approccio, dunque: «Ho dovuto studiare tanto sul mio corpo, in questi anni. Ma la cosa più importante, quella che si nota di più, è l’autostima che le donne conquistano, via via, nel praticare la pole e nel vedere i cambiamenti nel proprio corpo». Soprattutto quando si tratta di donne «che non pensavano di diventare diverse da come erano e di poter riuscire in questo sport. Le donne, ma anche le bambine, alle quali Rossella insegna da quest’anno: «La più piccola delle quali ha sei anni».
Per arrivare alla gara torinese e al riconoscimento ottenuto Ricci racconta di aver lavorato «per cinque mesi», insieme alla sua allieva, Consuelo Del Pistoia, anche lei viareggina, che ha gareggiato nella categoria “Woman advanced over 40” e si è piazzata al quarto posto. «Abbiamo scelto il tema e le musiche», ricorda Rossella, «perché l’esibizione doveva durare, da regolamento di gara, dai tre minuti ai tre minuti e mezzo. Che è un tempo lungo. Poi abbiamo iniziato a mettere insieme la coreografia, considerando che nella gara i pali sono due, uno stabile e uno “spin” (dinamico, ndr). È importante, in tutto questo allenamento, creare una performace che sia omogenea anche per la parte a terra dell’esibizione. Siamo arrivate un po’ “precise” con i tempi a venti giorni dall’appuntamento con la gara, ma siamo riuscite a fare tutti i tre minuti e quindici in maniera decorosa. A quel punto non restava che dare l’ultima “pulita” all’esibizione. E ci siamo buttate». Con un risultato ottimo, non solo in termini di piazzamento. Perché mentre Rossella si esibiva l’intera giuria teneva il ritmo con le mani, visibilmente divertita. Di fronte alla “signora” del palo, frizzante e potente, oltre che ben decisa a spopolare indossando il colore che più la racconta: il rosso fuoco.
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