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Versilia

Il parco degli Angeli a Viareggio tra danni e abbandono: «Basta, insegnate il rispetto ai vostri figli»

Roy Lepore
Il parco degli Angeli a Viareggio tra danni e abbandono: «Basta, insegnate il rispetto ai vostri figli»

La zona dedicata alle vittime della strage, la proposta della Casa dei Ricordi: «Serve una sorveglianza, noi disponibili a farla nel pomeriggio»

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VIAREGGIO. La colpa non è dei piccoli diavoletti - bambini di tre o ciqnue anni - che lasciano giochi nel Parco degli Angeli, l’area verde realizzata in via Porta Pietrasanta in memoria delle 32 vittime della strage ferroviaria del 29 giugno 2009, avvenuta a pochi metri, in via Ponchielli. Sotto accusa ci sono gli adulti: genitori, nonni, parenti dei bambini che da tempo usufruiscono di questo spazio vicino ai condomini, che non riescono a mantenere un comportamento tale da evitare il degrado che avanza ogni giorno. A denunciare pubblicamente la situazione è Giuliano Bandoni del Gruppo Motociclisti delle “Tartarughe Lente”, che si occupano della manutenzione della vicina Casina dei Ricordi e che per alcuni anni si erano presi in campo anche della gestione del “Parco degli Angeli”.

Per farlo ha scritto un lungo post sulla pagina Facebbok della “Casina dei Ricordi”. «Da dieci anni – si legge – son qui e dentro me custodisco il ricordo, davanti a me c’è un parco per bamboretti (bambini ndr) un tempo ben tenuto, oggi devastato da non crederci da un branco di bamboretti con la complicità dei genitori e questo mi fa male. Coloro che dovrebbero insegnare il significato di quel parco cominciando dal suo nome “Parco degli Angeli” realizzato dopo una strage a ricordare 32 vittime, questi genitori si prestano ai giochi dei bamboretti distruggendo pavimentazioni, giochi e cospargendo l’intero parco di giocattoli, rottami abbandonati a se stessi su tutta l’area. Questo non è ciò che vorrei vedere al di la di ogni forma di rispetto, di ogni forma di insegnamento, dei valori di una famiglia e dell’educazione che si dà ai propri bamboretti. Va al di la di quello che una amministrazione possa fare, va al di la del mio pensiero. Prendete provvedimenti».

Le “Tartarughe Lente” hanno riconsegnato le chiavi al Comune, che gestisce tutt’ora il parco, nell’ottobre del 2018, in quanto l’associazione avrebbe avuto responsabilità civili e forse anche penali su quello che accadeva all’interno del parco e così da quel momento è terminata la collaborazione, che però Bandoni e i motociclisti sarebbero disposti a garantire sempre che ci fosse un controllo costante al parco.

«L’idea potrebbe essere mettere dei volontari della Protezione Civile, ed allora sarei disposto anch’io, nel pomeriggio, quando dentro c’è gente, per garantire una sorveglianza. Lasciato così si rischia che vengano danneggiati anche i giochi che si trovano all’interno, compresa un’altalena per disabili e questo non è giusto, perché è un bene comune. Pochi giorni fa alcuni residenti dei condomini vicini al parco hanno allertato la polizia municipale, che è intervenuta con una pattuglia, per segnalare il comportamento non tollerabile di chi era all’interno dello spazio verde. Vediamo se verranno presi dei provvedimenti in tal senso».

Il “Parco degli Angeli” è stato inaugurato il 17 dicembre 2011 realizzato con il ricavato della vendita del libro “29 giugno 2009 ore 23, 48 Viareggio ferita nel cuore”: racconti ed emozioni redatto dal Cral vigili del fuoco Viareggio e Acsi Lucca Versilia, col contributo di scuola “Vera Vassalle” Viareggio, spettacolo “Note di Memoria”. Il logo sul cartello davanti al cancello è la riproduzione del disegno di Leonardo Piagentini, bambino superstite del disastro, in cui perse la vita la mamma con altri due fratellini, con il padre Marco che rimase gravemente ustionato e che donò nei giorni successivi al disastro al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano durante la sua visita all’ospedale Versilia ai feriti. Nel parco i giochi sono stati acquistati grazie al ricavato del libro dei vigili del fuoco. Giuseppe Bonuccelli, responsabile del distaccamento di Viareggio dei vigili del fuoco, spiega: «Un luogo simile dovrebbe essere rispettato per il significato per il quale è stato realizzato. Il degrado esistente ora è un’offesa, non solo per le vittime del disastro ferroviario, ma per l’intera città».

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