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Versilia

Viaggio della solidarità nella parrocchia di Don Bosco a Viareggio: «Cure, spesa e abiti a chi è in difficoltà»

Donatella Francesconi
Viaggio della solidarità nella parrocchia di Don Bosco a Viareggio: «Cure, spesa e abiti a chi è in difficoltà»

Spese alimentari per 58 nuclei e 303 tesserini per i vestiti: «Ecco come funziona il nostro ambulatorio solidale».

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viareggio. Oltre tremila euro (3.080) per 35 famiglie che nel 2020 si sono rivolte all’ambulatorio solidale organizzato dalla parrocchia di Don Bosco grazie all’apporto fondamentale della dottoressa Paola Lamblet, una vita da primario di Medicina in ospedale, e agli altri volontari. Cifra che a novembre 2021 ammonta a 2.881 euro, per 40 famiglie che ne hanno usufruito. A raccontare al Tirreno l’esperienza in corso è Carlo Ambrosini, farmacista, che con Lamblet collabora: «Le persone arrivano all’ambulatorio dai Centri di ascolto delle parrocchie. I volontari si interfacciano con i medici di famiglia per tutto quanto riguarda le necessità di farmaci da banco, farmaci non mutuabili, integratori».

L’ambulatorio è aperto due volte al mese ed è dotato, continua Ambrosini, «di armadio/banco farmaceutico». Una attività che è resa possibile dalla collaborazione con le farmacie, soprattutto quelle comunali gestite da ICare: a fronte della ricetta dell’ambulatorio i farmacisti «consegnano il farmaco gratis e mettono in conto la spesa all’ambulatorio stesso che poi salda il dovuto». ICare ha anche aderito, da qualche mese, all’iniziativa “Farmaco sospeso” della Caritas diocesana di Lucca. In tutte le farmacie comunali Farmacity i cittadini possono effettuare le donazioni sotto forma di buoni da due, cinque e dieci euro destinati all’acquisto di farmaci. Caritas ogni mese ritirerà un quantitativo di prodotti medicinali da banco del valore corrispondente alla somma raccolta.

La maggior parte dei pazienti dell’ambulatorio – così i dati forniti al Tirreno da Ambrosini – sono famiglie italiane (80 per cento) i cui componenti hanno tra i 40 e i 50 anni e spesso sono presenti anche minori. E a loro si sommano i cittadini stranieri.

Quello dell’ambulatorio non è il solo servizio che la parrocchia di Don Bosco mette a disposizione delle persone che hanno necessità. Sono 58 le famiglie che ritirano una/due volte al mese la spesa alimentare: «Anche in questo caso, come per l’ambulatorio», sottolinea Ambrosini, «tutte le persone hanno un Isee verificato che non lascia dubbi sulla loro condizione economica». Una precisione, nel venire incontro alle esigenze di chi ha bisogno dribblando i “furbetti”, resa possibile anche dal lavoro «della nostra responsabile del Centro di ascolto che è stata a lungo dirigente del Servizio sociale in un Comune della Versilia e sa come muoversi anche nel rapporto con le assistenti sociali».

Il mercoledì e il venerdì mattina, inoltre, la parrocchia raccoglie abiti e biancheria per la casa: «Grazie a un volontario che per anni ha avuto un maglificio nel Nord Italia», prosegue il racconto, «gli spazi destinati a questa attività sono organizzate come un vero e proprio negozio, con gli abiti divisi per taglie e stagioni».

Sempre utili sono i capi di abbigliamento per bambini, ma tutto può essere utile (si possono portare nei giorni stabiliti) alle 303 persone che ritirano vestiario, biancheria, coperte/piumoni e scarpe, muniti di regolare tesserino. Nel 2020, i tesserini distribuiti sono stati 220 e i numeri mostrano un deciso aumento, tanto che a oggi – per il 2021 – sono 303 gli utenti per 12mila i pezzi distribuiti. Per questo servizio, il 65 per cento degli utenti è cittadino straniero.

In parrocchia è organizzato anche un doposcuola che accoglie una decina di studenti con difficoltà in diverse materie. E, come fatto lo scorso anno, anche per il Natale 2021 la parrocchia sta organizzando la consegna dei regali, attraverso Babbo Natale, ai bambini che altrimenti non vedrebbero realizzato neppure uno dei desideri della letterina. Lo scorso anno i volontari sono riusciti a distribuire 120 attesissimi pacchi e Babbo Natale ha raggiunto anche gli ospiti del De Sortis. «Grazie a un benefattore”, ricorda Ambrosini, “siamo riusciti anche a consegnare 250 tra panettoni e pandori».

Un attività, quella della parrocchia di Don Bosco a favore delle persone con maggiori bisogni economici, che non deve sembrare “strana” in un quartiere come il Marco Polo, da sempre considerato residenziale e con un numero considerevole di seconde case anche di pregio: «Siamo uno dei quartieri con il più alto numero di famiglie assistite», sottolinea Ambrosini, «secondi solo al Varignano».

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