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Candidati sindaco balneari? «Può essere un’opportunità»

Cesare Bonifazi
Candidati sindaco balneari? «Può essere un’opportunità»

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Camaiore. Le aste dei bagni non hanno solamente un valore per gli imprenditori del turismo ma irrimediabilmente potrebbero avere delle conseguenze anche sull’assetto politico alle prossime amministrative di Camaiore. Se infatti evitare le aste è sempre stato un cavallo di battaglia del centrodestra, adesso che invece tutto questo sta per accadere in molti balneari sentono il peso delle promesse non mantenute. Non solo ma scendendo più nel locale le aste potrebbero togliere dal tavolo i nomi dei balneari come candidati sindaco. Alcuni già parlano di un conflitto d’interessi: se davvero saranno le amministrazioni a gestire la questione delle aste in ambito comunale, gli amministratori si ritroverebbero inesorabilmente da entrambe le parti della barricata.Un problema che però non viene condiviso da due dei nomi più in vista della politica camaiorese, balneari appunto.

«Non credo che nessuno possa pensare di trarre vantaggio dalla posizione di sindaco per quanto riguarda le aste dei bagni - spiega Pierfrancesco Pardini - ci sono più fattori: il primo è che le gare non vengono scritte direttamente dal sindaco o dagli assessori o dagli uffici. In secondo luogo un sindaco balneare può essere unopportunità in quanto conosce la materia».

Dello stesso avviso anche Marco Daddio, presidente dell’associazione dei bagni lidesi, il quale aggiunge: «La situazione delle aste è molto delicata e difficilmente un sindaco potrà mettere troppo le mani sulle procedure. A mio parere è indifferente che il sindaco futuro sia un balneare o no: ci vuole piuttosto la competenza. In questo senso a Camaiore siamo stati fortunati perché sia il sindaco Del Dotto che, prima Bertola, hanno avuto molta attenzione alla categoria».



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