Italia
Addio inceneritore: nel 2022 sarà demolito
L’annuncio del sindaco Giovannetti. Al suo posto «un’oasi del verde». Il Pd chiede una struttura per le associazioni
Luca Basile
pietrasanta. Demolizione doveva essere e demolizione sarà. «Non resterà neppure un mattone» l'epitaffio di qualche tempo fa a firma del sindaco Alberto Giovannetti riguardo all'inceneritore del Pollino. Che però, a distanza di anni, è ancora lì, issato intorno alla propria dolorosa storia caratterizzata da denunce e veleni, non metaforici, fino alla chiusura datata 2010 grazie anche all'azione dell'Associazione per la tutela ambientale della Versilia.
La novità degli ultimi giorni la rende nota lo stesso Giovannetti che durante l'incontro con i residenti andato in scena a Valdicastello due giorni fa, ha ufficializzato lo smantellamento definitivo dell'impianto.
«I lavori partiranno con il nuovo anno: coinvolgeranno Comune, Retiambiente, Ministero dell’ambiente, Regione e il Sant’Anna di Pisa, ma nel contesto vorrei ringraziare per il loro contributo l’assessore Tatiana Gliori e il consigliere comunale Gabriele Marchetti. Cosa diventerà? Un’oasi del verde», ribadisce il sindaco.
Nel frattempo sulla questione prende posizione il Partito Democratico che invia una missiva all’amministrazione comunale. «Una buona notizia a metà, quella della demolizione anticipata da Giovannetti. Infatti, da sempre abbiamo chiesto di non tirare giù completamente il “mostro” del Pollino, ma di agire con lungimiranza, rispetto e ricordo. Terminata la bonifica completa dell’area, per intendersi inceneritore, discarica e triangolino retrostante, delocalizzati gli attuali impianti ancora attivi di raccolta rifiuti, riteniamo doveroso – scrivono Rossano Forassiepi e Nicola Conti - che venga mantenuta la struttura in cemento armato. L’obiettivo dovrebbe essere quello di convertire questa parte dell’impianto in una struttura per il civismo e l’associazionismo, per la contrada del carnevale e anche per creare un vero e proprio museo a sottolineare la lotta che i nostri concittadini e i nostri familiari hanno perpetrato fino alla definitiva chiusura dell’inceneritore. Un museo simbolo e a futura memoria perché a nessuno venga mai in mente in un medio-lungo periodo, di realizzare nuovi ecomostri o impianti all’apparenza moderni in un’area già anche troppo bistrattata nel tempo. Inoltre che sia chiaro un aspetto a Comune e Retiambiente: in quella sede non dovrà mai più esservi niente di nocivo legato allo smaltimento rifiuti. Questo accordo dovrà essere scritto nero su bianco prima che si bonifichi oggi per ricostruire domani».
In realtà la destinazione d'uso tracciata dall'amministrazione Giovannetti è quella agricola –prima era industriale – per un impegno di spesa stimato, tempo fa, per demolizione e smantellamento intorno agli 800mila euro. A prescindere dal suo riutilizzo o meno a fini civici e sociali un fatto è certo: il sito non verrà mai più riconvertito in attività legate ai rifiuti. Su questo, fino a prova contraria, tutte le parti in causa sembrano convenire.
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