Il Tirreno

Versilia

I professori del contingente Covid sono senza stipendio ormai da mesi

Gianni Parrini
I professori del contingente Covid sono senza stipendio ormai da mesi

Situazione difficile non solo per i docenti ma anche per i bidelli aggiuntivi che devono riscuotere maggio e giugno

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Gianni Parrini

Viareggio. Scuola, stipendi in ritardo per i lavoratori precari e il contingente Covid: decine di docenti e collaboratori devono ancora riscuotere maggio e giugno dello scorso anno, mentre quasi tutti gli assunti all’inizio di quest’anno scolastico devono ancora riscuotere settembre. Si tratta di fatto di denaro messo a disposizione dal governo centrale di Roma per rimpinguare le classi di circa 40mila persone di personale scolastico aggiuntivo che doveva essere inquadrato subito nell’organico di fatto.

Non c’è pace dunque per il mondo della scuola, alle prese con il virus che continua a fare il suo lavoro tra i banchi, le norme sulle quarantene delle classi in via di rivoluzione e i precari ancora in attesa di riscuotere gli stipendi dello scorso anno scolastico.

«Ho lavorato per tre mesi e dieci giorni, precisamente da maggio ad agosto, come collaboratrice scolastica in un liceo della provincia – racconta una donna che preferisce rimanere anonima –. Sono passati ormai sei mesi e io non ho ancora riscosso un centesimo e nella mia stessa situazione ci sono diversi altri colleghi. Pare sia un problema di fondi: ho chiamato la Ragioneria dello Stato e pare che il problema sia legato al fatto che alcune scuole hanno gestito male i fondi che avevano a disposizione facendo assunzioni che non erano in grado di pagare».

E continua nel racconto: «Qualche giorno fa è un uscito un articolo, in cui si diceva che le risorse mancanti erano state trovate e che gli stipendi relativi allo scorso anno scolastico sarebbero andati in pagamento entro il 18 novembre. Me lo auguro ma non ne sono così certa. Questi ritardi mi stanno creando non pochi disagi».

Per chi tra questi lavoratori, non ha avuto la fortuna di rientrare nel mondo della scuola a settembre, c’è anche la beffa legata alla Naspi, l’indennità di disoccupazione. «Per calcolare e liquidare l’assegno l’Inps si basa sulle ultime buste paga percepite dal lavoratore – spiega Antonio Mercuri, responsabile provinciale del sindacato Cgil scuola – Di conseguenza, il mancato pagamento da parte del Ministero a catena comporta un ritardo nell’erogazione nell’indennità di disoccupazione».

Di certo la situazione non è nuova: anche lo scorso anno ci furono gravi ritardi nel pagamento degli stipendi dei cosiddetti organici Covid, ovvero docenti, amministrativi e collaboratori scolastici, assunti dalle scuole per fronteggiare al meglio la pandemia.

Il fenomeno invece si è ripetuto: «Quest’anno in provincia sono più di 600 persone, di cui circa 350 tra Piana e Lucca – spiega il rappresentante sindacale – Alcuni hanno riscosso, ma la maggior parte dovrà attendere ancora per avere lo stipendio di settembre. È intollerabile che si debbano attendere mesi per riscuotere. Ci sono persone che hanno lasciato altri impieghi per venire a lavorare nel mondo della scuola e non è giusto che si trovino in tali difficoltà. Mi sembra impossibile che non riesca a pianificare i pagamenti in modo omogeneo per tutti».

Il ministero fornisce agli istituti un programma per calcolare quante persone assumere sulla base delle risorse disponibili. Le scuole inseriscono i contratti sulla piattaforma e poi il ministero deve dare l’ok ai pagamenti attraverso la Ragionera di stato. «Capire dov’è il problema non è semplice – continua ancora Mercuri – le scuole hanno fatto la loro parte e i contratti risultano correttamente inseriti e sono visibili sulla piattaforma NoiPa, a cui tutti i lavoratori del pubblico possono accedere. C’è però un problema di risorse, probabilmente bisognerà attendere un nuovo storno».

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