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Nella zona della collina telefoni muti e internet ko La rabbia dei cittadini

Cesare Bonifazi
Nella zona della collina telefoni muti e internet ko La rabbia dei cittadini

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Camaiore. Telefoni che non danno segni di vita per giorni, connessioni internet che piantano in asso le ditte sparse per tutto il territorio. Diamo a Fibbialla, dove una famiglia ha potuto utilizzare il proprio telefono soltanto un paio di giorni fa dopo un guasto irrisolto dal 9 settembre; o dove altre famiglie non servite dalla rete mobile non possono richiedere l’allaccio alla linea telefonica fissa perché non ci sono più posti disponibili in centrale. Ma nel novero c’è anche Gombitelli: due note aziende gastronomiche, ristoranti e ditte restano isolate per giorni senza possibilità di collegarsi a internet, di ricevere o effettuare pagamenti elettronici. ma le storie di disagio arrivano anche da Casoli, Torcigliano, Greppolungo, Valpromaro, Santa Maria Albiano.

«L’amministrazione in questi anni non ha mai ceduto sulle aziende di servizio pubblico affinché non retrocedessero dal territorio. Ma tanto resta ancora da fare e serve un riequilibrio sia delle relazioni con le amministrazioni sia degli investimenti e delle funzioni delle aziende di servizio», fa sapere il segretario del Pd Iacopo Menchetti.

La ragione per cui le linee non funzionano è a conoscenza di tutti: le linee sono vecchie, ammalorate e non resistono più alle minime intemperie, gli armadi e le centraline insufficienti e non possono accogliere le richieste di nuovi allacci. Eppure i paesi non sono vuoti, tutt’altro. E grazie alle rapide trasformazioni della società sono tornati ad essere luogo di scelta per nuovi residenti e di lavoro, con una popolazione in aumento.

Molti cittadini, di cui Menchetti si fa portavoce, denunciano l’atteggiamento di aziende che si occupano dell’infrastruttura come Tim: «La società dimostra tutto il disprezzo per il proprio ruolo sociale e pubblico di strumento indispensabile – scrivono – Dietro ai telefoni che non vanno, alle connessioni internet che non funzionano, a un’organizzazione aziendale del tutto fuori dalla portata dei cittadini che è si è resa vicina solo grazie alla costanza di amministratori e alla disponibilità dall’altra parte di dipendenti aziendali di grande professionalità, c’è una scelta di mercato».

Insomma, il livello di esasperazione è altissimo e ha bisogno di risposte celeri: «Tutti, azienda compresa, sanno bene di cosa c’è bisogno – continuano i cittadini – Servono risorse per migliorare le reti, per potenziare gli allacci, per controllare direttamente e con più efficacia interventi di manutenzione su guasti che restano lì per settimane. Come già successo per altre aziende che gestiscono servizi pubblici fondamentali, il sistema dimostra ampi vuoti, e quello organizzativo colpe gravi da sanzionare. Chiediamo con forza a Tim un’azione di responsabilità e impegno, con la presentazione immediata di un progetto serio di investimenti in grado di superare in tutti i paesi di Camaiore un’arretratezza cronica che gli abitanti e gli amministratori che hanno a cuore i bisogni veri dei cittadini ed il senso dell’impegno politico, non sono disponibili ad accettare. Ne va della credibilità e del prestigio di un’azienda che ha avvicinato l’Italia e che pare non volersi più ricordare una delle sue missioni. E se c’è un settore in cui le risorse in arrivo dall’Europa vanno spese è proprio questo, per recuperare una distanza infrastrutturale figlia di un disinteresse che non ci possiamo più permettere. Si destinino allora le risorse per ricollegare con la realtà i nostri paesi della collina».



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