Il Tirreno

Versilia

seravezza 

Rivoluzione per la Fondazione Via il direttore, più autonomia

Tiziano Baldi Galleni

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seravezza. L’amministrazione Alessandrini, come promesso, manterrà la Fondazione Terre Medicee ma le darà maggiore autonomia. Per prima cosa il sindaco di Seravezza non ne sarà più il presidente, come successo finora. «Farò cambiare lo statuto», dice il primo cittadino. E poi probabilmente sparirà la figura del direttore (fino a prima ricoperta da Franco Carli, già dimissionario) che sarà inglobata da quella del presidente, che diventerà a tutti gli effetti la figura operativa della Fondazione, nata nel primo mandato di Neri. Infine dovrà diventare più autonoma anche dal punto di vista finanziario, ha spiegato il sindaco. Che tradotto vuol dire che il Comune non verserà più una cifra di 250mila euro l’anno per le attività culturali di Palazzo Mediceo, ma più bassa.

«Se non abbiamo ancora nominato la figura di direttore è perché dobbiamo cambiare lo statuto», spiega Alessandrini. «È una scelta politica ben precisa della mia amministrazione. Non ritengo appropriato che il presidente della Fondazione Terre Medicee sia il sindaco. Che fra l’altro ha ad esempio il compito di liquidare le fatture ai fornitori e altre funzioni. Trovo fuori luogo che il sindaco controlli se stesso in una partecipata del Comune». Sarà dunque un bel cambio di rotta rispetto al passato nell'area Patrimonio Unesco. E questa è la prima vera scelta politica che segna l’ingresso di questa nuova giunta comunale.

«Non va bene che io mi controlli da solo in quel ruolo – insiste Alessandrini –. Così la mia intenzione è di portare in consiglio comunale una proposta di modifica dello statuto. Probabilmente la figura del direttore slitta e diventa il presidente. Ma non abbiamo ancora deciso tutti gli aspetti: ho dato incarico al segretario comunale di fare una bozza del nuovo statuto». Cambierà anche l’organigramma del consiglio di amministrazione della Fondazione. Ad esempio l’assessore alla cultura al momento rivestirebbe il ruolo di vicepresidente: è invece probabile che non ne farà più parte. Lo statuto attuale prevede un numero di membri variabile da cinque a nove. Nel precedente mandato, oltre al presidente e al vice, c’erano tre consiglieri fra cui uno della Fondazione Henraux (che per un periodo è stato il presidente Paolo Carli) e uno della Barsi Marmi. Queste due aziende infatti, con un accordo, ogni anno versano un contributo come sponsor alla Fondazione per realizzare le attività culturali. «Dovremo infatti capire dai singoli soggetti privati che finora facevano parte del consiglio il loro livello di impegno in questo organismo che ora ha bisogno di essere rilanciato. E appunto stiamo partendo da un riordino delle partecipazioni. Rispetto all'inizio, i privati versano un contributo simbolico: e anche da qui sono iniziate le difficoltà economiche della Fondazione». Il sindaco Alessandrini ha già anche in mente un presidente, che pare abbia accettato l’invito, ma si tiene il nome per sé. «La Fondazione non dovrà più essere legata al bilancio comunale come unica fonte economica (il Comune farà senz'altro la sua parte), ma dovrà auto alimentarsi con sponsor privati ed entrate degli eventi».



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