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Memoria e impegno, ecco un nuovo spazio per non dimenticare la strage di Viareggio

Roy Lepore
Memoria e impegno, ecco un nuovo spazio per non dimenticare la strage di Viareggio

Prende vita l’idea di Riccardo Antonini, inaugurato un fondo sull’Aurelia al Varignano. «Vogliamo che diventi un posto per incontri e dibattiti»

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VIAREGGIO. Nel pomeriggio di domenica sette novembre è stata inaugurato il Luogo della memoria, della solidarietà, della partecipazione, in un ex fondo commerciale al Varignano in via Aurelia Sud 20, non molto distante da via Ponchielli, teatro il 29 giugno 2009 della strage di Viareggio che ha provocato 32 vittime e tanti feriti gravi.

L'idea di tutto questo è venuta a Riccardo Antonini, ferroviere licenziato da parte di Trenitalia per avere prestato gratuitamente la sua consulenza ai familiari delle vittime durante l'incidente probatorio. «Nel corso di questi anni – dice Antonini – era stato manifestato più volte l'intenzione a vario titolo da parte di esponenti sia del Comune, della Provincia che della Regione di dotare Viareggio di un luogo dove poter dibattere e nello steso tempo ricordare quanto avvenuto quella notte maledetta. Purtroppo però a tutt'oggi nessuno ci ha pensato materialmente ed allora assieme alla mia famiglia abbiamo voluto mettere a disposizione questo fondo per i familiari delle vittime e per tutti coloro che abbiano voglia di lottare assieme a noi per i valori di cui siamo andati sempre fieri soprattutto per garantire la sicurezza sui posti di lavoro, visto che ancora oggi le vittime sono sempre un numero troppo alto».

All'interno Marco Piagentini, uno dei simboli della strage assieme a Daniela Rombi, presenti ieri insieme a tanti altri, ha collocato con la massima cura la mostra itinerante "Luci e ombre di un disastro incancelabile", che ha trovato una collocazione permanente, assieme a foto, libri magliette, distintivi che ricordano quella notte maledetta. È stata l'occasione per incontrarsi e dibattere soprattutto su come continuare per portare avanti valori e principi fondamentali per garantire come detto la sicurezza di chi lavora.

Riccardo Antonini, ha voluto ricordare il padre Giuseppe, conosciuto da tutti come Beppe, che gli aveva detto di «non abbandonare i familiari delle vittime e insieme a loro e tutti gli altri di andare avanti per cercare di garantire un futuro migliore dopo quanto accaduto il 29 giugno del 2009. In questo momento ci stiamo organizzando – aggiunge Antonini – per stabilire un orario di apertura di questo luogo, nelle nostre intenzioni c'è quello di organizzare anche delle iniziative,. c'è uno spazio anche per dei dibattiti. Chi avesse delle idee può contattarmi, siamo a disposizione anche di scolaresche che volessero visitare questo luogo della memoria per capire attraverso dei racconti e foto cosa realmente è avvenuto in via Ponchielli. Tutto questo è sorto grazie alla collaborazione di tutti coloro che hanno lottato nelle aule di tribunali per dare giustizia a chi ha perso la vita per colpa di altri».

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