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Versilia

Ex piscina comunale a Viareggio, lavori iniziati: la copertura non andrà abbattuta

Donatella Francesconi
Ex piscina comunale a Viareggio, lavori iniziati: la copertura non andrà abbattuta

Cantiere aperto e ponteggi già montati. Un milione e mezzo di intervento dal privato che l’ha acquistata. Obiettivo: far tornare a nuotare i viareggini

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VIAREGGIO. Un’emozione unica, carica di speranza. È quella che regala ai lettori del Tirreno il proprietario della ex piscina comunale, Franz Bordin, nel mostrare al cronista i lavori iniziati per riaprire l’impianto acquistato all’asta nel fallimento della Viareggio Patrimonio, società interamente pubblica. I ponteggi salgono verso la copertura dalle vasche svuotate dall’acqua e gli operai sono al lavoro anche di sabato. A fianco di Bordin c’è l’architetto viareggino Massimo Ceragioli (UpStudio, in collaborazione con l’ingegnere Giovanna Simonelli) che fa correre lo sguardo lungo l’impianto sportivo con l’amore di chi osserva un pezzo della propria casa in via di ristrutturazione. E viene voglia di chiedere dov’è che si può “prenotare” il primo abbonamento.

L’obiettivo è quello di far tornare a nuotare in Darsena i viareggini, sportivi o dilettanti poco importa, entro al fine del 2022. In una lotta quotidiana contro tutte le difficoltà, note, di un’edilizia che si ritrova catapultata – grazie agli incentivi del Governo – in un’epoca di super lavoro imprevisto. Ma l’ex piscina comunale – che sarà gestita dalla milanese “Aquasalus Società cooperativa sociale sportiva dilettantistica onlus” (della quale Bordin non è più il presidente) – risuona di lavori.

Perché – spiega Ceragioli – la buona notizia attesa è arrivata, dopo le accurate verifiche effettuate dallo Studio Dep di Milano (ingegnere Enrico Pulcini): «La copertura della piscina (costruita come il ponte Morandi, ndr) è ancora buona». Certo, bisognerà intervenire in più punti per il ripristino del calcestruzzo, poi «andranno cerchiati tutti i pilastri» e «ogni sei anni andranno ripetute le prove sulla copertura» dove sono state lasciate delle “finestre” perché ciò sia possibile: ma si può procedere con il recupero dell’impianto. Che manterrà la struttura originaria con le tre vasche, ma si doterà – a questo Bordin tiene particolarmente – di tutte le dotazioni tecniche per la riduzione dei consumi energetici e al tempo stesso dell’inquinamento prodotto. Un’impresa affidata allo Studio tecnico “Techné” di Lucca (ingegnere Massimo Bottega).

L’obiettivo di tutto questo puntare su coibentazione ed energie rinnovabili – racconta Bordin – «è quello di contenere i costi di gestione, che per questi impianti sono sempre alti, per riuscire a mantenere tariffe giuste e, insieme, gli equilibri gestionali. Tariffe che siano accettabili da tutta la cittadinanza». Parole che si trasformano in fatti, in una piscina ristrutturata a misura di disabilità in tutto e per tutto, assicura Ceragioli: dagli ingressi, agli spogliatoi, all’abbattimento di ogni barriera architettonica di un edificio inaugurato alla metà degli anni Settanta. Tutte le imprese che lavoreranno per riportare i viareggini nella piscina di casa sono del territorio. E l’impianto non avrà né nuovi volumi, né nuove superfici. Ma l’intervento – dal costo di un milione e mezzo di euro circa – comprende anche il recupero dello spazio esterno, da vivere a pieno magari con iniziative legate al nuoto.

Nel chiudere il cancello, Bordin ci tiene a un chiarimento: «Al Comune di Viareggio ci siamo presentati fin dall’inizio con un progetto di ristrutturazione della piscina. Nessuna speculazione, dunque, è mai stata nei progetti di una onlus che non può fare utili, ma deve perseguire scopi sociali».

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