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Il Comitato: «Altissimo, le cave non tornano in mano alla Henraux»

Il Comitato: «Altissimo, le cave non tornano in mano alla Henraux»

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seravezza. Non corrisponde al vero che le cave del monte Altissimo siano tornate all’Henraux secondo Rosario Brillante, coordinatore provvisorio del Comitato sorto a Seravezza con l'intento di dare una corretta narrazione pubblica su quanto accade sugli usi civici e le cave. E dopo la sospensione concessa dal giudice ad Henraux il Comitato interviene proprio per puntualizzare su alcuni aspetti e fare chiarezza. «La sostanza della sentenza di primo grado non è stata intaccata. Le terre del Monte Altissimo sono state definite di natura demaniale civica e tali restano fino all'esito della causa di appello di secondo grado. Il giudice – continua Brillante – ha accolto invece la richiesta di sospensione della restituzione immediata delle terre al demanio civico e ai naturali di Seravezza, avanzata dall'azienda. La cosa che desta stupore è che la richiesta della controparte sia stata condivisa e avvallata anche dal Comune di Seravezza e dalla Regione Toscana. Sembra infatti che i legali della parte pubblica abbiano sostenuto che la sentenza che pure dà loro ragione sia sbagliata. Siccome questo è stato affermato pubblicamente anche dal sindaco Lorenzo Alessandrini la questione merita chiarezza. Dove sarebbe sbagliata questa sentenza? Chi ha dato mandato legali di sostenere la richiesta di sospensiva avanzata dalla controparte? Queste domande attendono una risposta». Secondo il Comitato quello che è certo in questa fase della vicenda è il fatto che l’Henraux non può vantare titolo di possesso certo sui mappali del monte Altissimo oggetto della disputa legale. E da questo consegue – secondo loro – che l’azienda non può disporre a proprio piacimento di quelle aree fino a diversa sentenza. «Al Comune di Seravezza chiediamo quindi se sia legittimo aver previsto piani estrattivi sul Monte Altissimo in aree la cui natura è stata identificata da una sentenza a vincolo idrogeologico e paesaggistico nonché di natura collettiva; e se sia stato legittimo che la giunta Tarabella abbia avviato iter di autorizzazione di nuove attività estrattiva». Per Brillante è necessario porre le basi per un negoziato che tenga conto degli interessi dei frazionisti e della collettività, e la ricostituzione dell’Asbuc rappresenterebbe la vera nuova svolta.

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