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Confesercenti e l’aumento del caffé in Versilia: «Ora anche il cappuccino rischia»

Confesercenti e l’aumento del caffé in Versilia: «Ora anche il cappuccino rischia»

Il presidente dell’associazione Bennati spiega i motivi del balzello: «Colpa del prezzo delle materie prime, a cominciare dalla miscela. Ma non solo»

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VIAREGGIO. «Il prezzo del caffè alla fonte nell’ultimo anno ha subito un aumento di circa il 40%. Infatti, nel 2020 il caffè costava 100 centesimi a libbra, oggi circa 140 centesimi. Sarà difficile per i pubblici esercizi nelle prossime settimane mantenere il costo della tazzina invariata. Purtroppo questo non dipende da noi pur consapevoli delle conseguenze per la nostra clientela».

A lanciare l’allarme sull’imminente caro tazzina è Francesco Bennati, presidente Massa Carrara del sindacato pubblici esercizi Fiepet di Confesercenti, dopo l’ennesimo rincaro registrato da parte delle torrefazioni. «Stiamo parlando nelle ultime settimane – spiega – di un ulteriore incremento del 20-25%: la miscela che veniva importata a sei euro ora viaggia sugli otto euro. Per far capire cosa comporta questo in termine pratici basta dire che in una tazzina ci sono circa 7 grammi di caffè, quindi l’incidenza sul prezzo finale è del 20%, cioè 17-18 centesimi su un euro. Questo solo per il costo della materia prima non considerando gli altri aspetti che influiscono sul prezzo finale al banco e che sono comunque sempre a carico nostro. Anche per il cappuccino esprimiamo preoccupazione visto che il latte sta scontando gli aumenti delle materie prime che fino adesso sono stati ammortizzati dai produttori, ma fino a quando? » .

L’autunno quindi, se da una parte si guarda ad un certo ottimismo rispetto al 2020, potrebbe portare sorprese negative per i clienti. Aggiunge ancora Bennati: «Sicuramente la situazione adesso è totalmente diversa da quella del 2020. Un anno fa in questo periodo eravamo alle prese con nuove restrizioni per la ripresa forte del numero dei contagi. Adesso con la campagna vaccinale la situazione sembra sotto controllo e quindi si può guardare con una certa tranquillità ai prossimi mesi. L’altra faccia della medaglia sono però gli aumenti delle materie prime, su tutti i carburanti, che stanno trainando quelli dei prodotti che utilizziamo. Dal caffè al latte, ma anche farina e pasta – sottolinea il presidente Massa Carrara del sindacato pubblici esercizi Fiepet di Confesercenti – stanno risalendo settimana dopo settimana. Questo ha conseguenze sulla spesa degli italiani ma anche sui costi di approvvigionamento dei pubblici esercizi che in questi anni hanno contenuto i prezzi al pubblico».

La conclusione di Bennati è rivolta proprio ai clienti. “Qualora dovessero scattare aumenti al banco, vogliamo far capire alla clientela che non c’è alcun tentativo da parte degli imprenditori di cavalcare la lenta ripresa. Purtroppo anche noi scontiamo gli aumenti dei prodotti che acquistiamo e diventa difficile continuare ad ammortizzarli senza ricadute come abbiamo fatto nelle settimane scorse. Ci auguriamo che si inverti la tendenza con una stabilizzazione dei costi delle materie prime».

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