Toscana
Rottura dell’Anpi con Alessandrini «Mai cerimonie con lui»
seravezza. Rottura fra l’Anpi Versilia e il neosindaco di Seravezza Lorenzo Alessandrini. «L'Anpi – spiega una nota dell’associazione – non collaborerà in alcun modo alle cerimonie e alle iniziative eventualmente organizzate dall'amministrazione comunale di Seravezza, i cui esponenti evidentemente condividono quanto sostiene Alessandrini, dal momento che nessuno ne ha preso le distanze. L'Anpi organizzerà autonomamente cerimonie e iniziative per ricordare e onorare il contributo dei versiliesi, tra cui numerosi seravezzini, alla Resistenza, degnamente onorato dalla concessione della Medaglia d'Oro al Valor Militare al Comune di Stazzema per la Versilia. Questa presa di posizione non è in alcun modo collegata al successo di Alessandrini e della sua lista alle recenti amministrative, in quanto le competizioni elettorali non rientrano nelle finalità statutarie dell'Anpi, che, proprio per evitare possibili strumentalizzazioni nella campagna elettorale, ha evitato di esprimersi sul libro durante il suo svolgimento».
Qual è il punto che ha portato a questa frattura? Si tratta del ben noto volume scritto da Alessandrini e intitolato “Tanto peggio tanto meglio”, che secondo l’Anpi «rispolvera la logora “questione” delle responsabilità dei partigiani sulla strage del 12 agosto 1944.Vere e proprie farneticazioni che ne dimostrano chiaramente il livello, i toni e le finalità e che insultano in modo squallido e vergognoso quanti lottarono e caddero durante la Guerra di Liberazione». L’Anpi riporta poi alcuni dei passaggi contestati dal libro del primo cittadino di Seravezza: «La ricostruzione dell'eccidio di Sant'Anna e in genere dell'estate del 1944, ancora oggi offerta sul piano della comunicazione istituzionale e didattica dagli enti pubblici e dai soggetti ritenuti depositari della memoria storica ufficiale, segnatamente l'ex-Comitato Onoranze ai Martiri di Sant'Anna, la Regione Toscana, il Comune di Stazzema, il museo di Sant'Anna, l'Istituto storico della Resistenza di Lucca, l'Anpi, l'Ente Parco della Pace, dopo gli sviluppi della ricerca storica degli ultimi anni non può essere ritenuta ancora legittima. Bisognerebbe ricordare che nel dopoguerra, prima di arrivare alla concessione della medaglia d'oro al Comune di Stazzema e alla Versilia si è dovuto procedere a una generale e progressiva "sanificazione” delle impurità presenti nella memoria collettiva sull'apparato resistenziale, che si era distinto, soprattutto per gesti di viltà più che di eroismo».
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