Sicurezza
Rigore contro il Pietrasanta? Ci pensa Gianluca Bedei: «Ecco il mio segreto»
Grande specialista nel parare i tiri dagli undici metri domenica è stato decisivo per la vittoria contro Porcari
PIETRSANTA. Gianluca Bedei si è costruito negli anni una solida fama di para rigori. Nella sua carriera il venticinquenne ragazzone di Querceta, che da questa stagione difende la porta del Pietrasanta, almeno quattro rigori a stagione gli ha neutralizzati. Ma quello intercettato domenica scorsa a Porcari potrebbe essere uno dei più importanti perché ha consentito alla sua squadra di tornare a casa con tre punti marca stella, conquistati oltretutto a spese di una squadra ancora imbattuta in stagione e che come i blues punta senza mezzi termini al salto di categoria.
Eppure Gianluca è diventato portiere quasi per caso o meglio per bisogno, come nella storia del calcio è capitato ad illustri interpreti del ruolo, un nome su tutti Gigi Buffon. E proprio come il mitico portiere carrarese anche Gianluca aveva iniziato da attaccante tra i ragazzini dello Strettoia. Poi il passaggio al Viareggio dove ad un certo punto nella squadra giovanissimi si infortunano tutti i portieri. E così ad andare in porta tocca a lui forse perché da attaccante è un po’ troppo lento e soprattutto perché, come si dice, madre natura gli ha donato il fisico per il ruolo.
Tra i pali dimostra di saperci fare tanto è vero che lo nota anche lo Spezia che lo preleva dal Viareggio con il quale si è tolto anche la soddisfazione di giocare ad appena sedici anni alla Coppa Carnevale, secondo giocatore più giovane della storia dopo Masi della Fiorentina. Purtroppo durante i due anni con gli aquilotti subisce seri infortuni alle spalle che ne frenano la crescita. Dopo la guarigione gioca in serie D, metà stagione a Gavorrano l’altra alla Pianese, poi scende in Eccellenza a guardia della porta del Real Forte con il quale vince un campionato. Ma a questo punto la sua storia calcistica si interrompe perché decide di smettere. A riportarlo in campo ci pensa Antonio "Cerezo" Pierini, all’epoca diesse del Bozzano.
Dopo le stagioni con gli orange veste la maglia del Corsanico e da questa stagione è al Pietrasanta. Bedei, qual è il suo segreto per parare i rigori?
«Nessun segreto. Vado ad intuito. A Porcari per esempio ho visto che il giocatore che doveva calciare il rigore aveva guardato con insistenza l’angolo alla mia destra e ho pensato che volesse tirare lì. Così è stato».
È d’accordo su chi sostiene che un rigore calciato bene è imparabile?
«Diciamo che se un giocatore calcia molto angolato e rasoterra diventa difficile per un portiere neutralizzarlo».In stagione non è comunque il primo rigore che para.«Ne ho parato anche uno a Corsanico in coppa».
Nel ruolo ha avuto qualche modello?
«Non ho mai osservato nessuno in particolare. Da ragazzino quando ho iniziato a stare tra i pali mi piaceva Julio Cesar ma essendo tifoso del Toro mi piaceva anche Gillet che così come il brasiliano qualche rigore lo parava».Avendo iniziato come attaccante si troverà a suo agio quando deve giocare il pallone con i piedi.«Sì, direi che me la cavo abbastanza bene».
Perché dopo il campionato vittorioso a Forte dei Marmi aveva smesso?
«Non c’è stata una ragione precisa, avevo solo bisogno di staccare con il calcio».
Di certo gli infortuni le hanno precluso la possibilità di giocare tra i professionisti?
«Non lo so. Magari anche senza infortuni la mia storia calcistica non sarebbe cambiata».
Il Pietrasanta ha due portieri validi che si alternano tra i pali. Come vivete lei e Ceragioli questa alternanza?
«Tra di noi c’è un bel rapporto e questa alternanza è uno stimolo in più a cercare di fare bene perchè nessuno di noi due sa di avere il posto garantito».
La vittoria di Porcari potrebbe essere la svolta della stagione?
«Siamo partiti con il freno a mano tirato. La vittoria di Porcari ci ha dato sicuramente una bella carica. Ora dobbiamo proseguire su questa strada per recuperare il terreno perduto».
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