Toscana
Le braccia di undici persone per pulire gli argini che corrono lungo la via Aurelia
Nuova azione dei volontari del gruppo ecologista “Insieme si può” di Camaiore Raccolti rifiuti di ogni tipo, anche parti di automobili
LIDO DI CAMAIORE. Erano undici, come una squadra di calcio. Anche stavolta la partita contro il degrado l’hanno vinta loro, pur coscienti che gli effetti dureranno poco. E che di qui a breve ce ne saranno altre da dover affrontare. Su quello e chissà quanti altri campi ancora. Intanto però i volontari dell’associazione Insieme si può – per Camaiore possono godersi l’ennesimo successo, accompagnato dai complimenti urlati dai conducenti delle auto in transito lungo la via Aurelia, a Lido.
Sabato pomeriggio gli undici partecipanti si sono ritrovati per ripulire i fossi adiacenti ad una delle principali arterie e le strade limitrofe della frazione. Una ventina i sacchi riempiti complessivamente, con dentro bottiglie di vetro e di plastica, imballaggi, pacchetti e mozziconi di sigarette, componenti di automobili, gratta e vinci, buste e contenitori di fast food, medicinali e mascherine.
Oltre agli ingombranti: lamiere, calcinacci, guaine isolanti. Perfino cartelli stradali. I volontari hanno provveduto a ripulire non solo i fossi di scolo delle acque piovane ma anche i bordi strada lungo via Aurelia (tra il supermarket Venturini e la Croce Verde), via Giosuè Carducci, via Carlo Pisacane, via degli Astronauti, via Peschiera, via Gaspara Stampa, via delle Serre (fino a Via dei Sette Lecci), via dei Sette Lecci ed il parco lungo quest’ultima. I fossi, oltre ad essere pieni di rifiuti gettati dalle auto in corsa, erano ostruiti pure da cartelli stradali abbattuti.
Parte dei rifiuti, poi, era stata tritata durante le fasi di manutenzione. Alcuni volontari hanno inoltre recuperato un palo di un cartello con la base di cemento, pesante qualche decina di chili, che si trovava nel letto di un fosso. I membri dell'associazione, confrontandosi con un gruppo di residenti, hanno potuto rendersi conto di una problematica diffusa in varie zone del quartiere. E che si protrae ormai da tempo.
Perfino i cantieri abbandonati vengono considerati (e utilizzati) come discariche a cielo aperto: qui sono stati infatti rinvenuti letti, elettroutensili guasti, vetri rotti, oltre a svariate buste di plastica.
G.N.
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