Il Tirreno

Versilia

Carnevale di Viareggio 2022, per il nuovo manifesto si torna agli anni Trenta

Simone Pierotti
Carnevale di Viareggio 2022, per il nuovo manifesto si torna agli anni Trenta

La Fondazione rispolvera un disegno di Uberto Bonetti realizzato tra 1934 e 1935: protagonisti un uomo e una donna in abito da sera

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viareggio. Tirare fuori dal cassetto un vecchio disegno, specie se è esteticamente gradevole e lì era rimasto rinchiuso senza vedere la luce, non significa necessariamente essere a corto di idee. È, se vogliamo, un omaggio alla tradizione – termine inflazionatissimo, ce ne rendiamo conto –, una riscoperta della nostra identità, delle nostre radici. Lo fanno e lo hanno fatto, ad esempio, anche tanti cantanti importanti, del presente e del passato (un nome su tutti, Fabrizio De André).

E dunque la Fondazione Carnevale prosegue nel solco tracciato nell’ultimo anno quando si tratta di concepire il nuovo manifesto: per il 2022 ha tolto un po’ di polvere da un disegno che Uberto Bonetti realizzò tra il 1934 e il 1935 per la copertina di “Viareggio in maschera” ma che, alla fine, non venne mai adottato. Il lavoro di Bonetti negli ultimi ottanta e passa anni era rimasto lì ad aspettare, ma alla fine la pazienza ha pagato.

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A dirla tutta, la stessa Fondazione aveva già lasciato intendere quale sarebbe stata la nuova locandina che da qui a febbraio vedremo affissa (fisicamente) e condivisa (virtualmente) un po’ ovunque per promuovere le sfilate del Carnevale che verrà a inizio prossimo anno.

Subito dopo la fine dei corsi mascherati di settembre e ottobre, infatti, sulla pagina Facebook era stata scelta una nuova immagine di copertina con bene in vista le date dei prossimi corsi mascherati. E quella composizione era proprio un particolare del manifesto che rielabora graficamente il disegno di Bonetti, con protagonisti un uomo con giacca e tuba rosse e una donna con un elegante abito da sera.

Sopra le loro teste la scritta “Carnevale di Viareggio” multicolore e il faccione sorridente di Burlamacco, l’altro storico copyright bonettiano, con un bel “dal 1873” sul bavero bianco.

Una scelta di continuità, dicevamo: una volta deciso di spostare le date del Carnevale da febbraio in autunno, con conseguente lancio di un manifesto ad hoc, la Fondazione aveva deciso – con tanto di feedback decisamente positivo da parte dei viareggini appassionati delle stelle filanti – di dare una rinfrescata al bellissimo elaborato che lo stesso Bonetti tirò fuori per il manifesto del 1959. E anche stavolta ha deciso di omaggiare nuovamente l’artista futurista che a Viareggio tutti conoscono quasi essenzialmente per essere stato colui che inventato la maschera di Burlamacco ma che è stato autore anche di tanto altro.

Si ricorderanno, del resto, le polemiche e i mugugni di una parte della città negli anni precedenti al momento in cui, sotto le logge del mercato di piazza Cavour, veniva srotolato il manifesto per l’edizione successiva: alla Fondazione veniva rimproverato di rivolgersi ad artisti rei di stravolgere la tradizione e di togliere Burlamacco dai propri disegni. O, laddove presente, di rileggerlo con modi troppo distanti dai canoni viareggini. Le cronache sono piene di queste lamentazioni. Ora i puristi, con queste ultime due scelte, non avranno più di che lamentarsi – o almeno così ipotizziamo.

Una chicca a metà fra la storia e l’editoria: lo stesso, identico disegno di Bonetti campeggia infatti anche sulla copertina di "Mistero gaudioso", libro dato alle stampe pochi anni fa da Cristiana Gemignani, ex componente del Cda della Fondazione Carnevale.

E, a proposito di Fondazione Carnevale, la pesidente Marialina Marcucci, durante la cerimonia di ieri in Cittadella, ha annunciato anche il tema delle attività collaterali del prossimo Carnevale: saranno, infatti, dedicate al “Grand tour”, tra emozioni e sogno. Non resta ormai che aspettare pochi mesi per rituffarci nell’atmosfera del carnevale, questa volta a febbraio.

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di Redazione web