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Le terze dosi corrono in Versilia: mille in due giorni. Ma si fa fatica a convincere gli indecisi
Il rapporto tra chi sceglie di potenziare il vaccino e chi accetta di farlo dopo mesi di dubbi è di cinque a uno. Il direttore del distretto: "Mi aspettavo più prime dosi con l’accesso senza prenotazione"
VIAREGGI. Chi aveva scelto di vaccinarsi all’inizio della campagna anti-Covid è ancora dell’idea che sia giusto farlo. E accetta di fare la terza dose. Mentre si fa fatica a convincere gli indecisi, cioè i non vaccinati. Quelli che sono più a rischio, tra autunno e inverno, perché senza scudo contro il coronavirus.L’andamento delle vaccinazioni anti-Covid in Versilia viaggia a due velocità. Da una parte ci sono tutti coloro che hanno fatto la vaccinazione nei primi mesi dell’anno e che adesso vengono richiamati a fare la terza dose. I numeri, soprattutto degli ultimi due giorni, dicono che si torna a fare il vaccino senza particolari difficoltà. Soltanto tra mercoledì e giovedì in Versilia sono state somministrate 991 terze dosi. Ricordiamo che, al momento, ci sono categorie che hanno la priorità su tutti: gli anziani ospiti delle case di riposo, le persone "fragili" (con malattie che le rendono più esposte ai rischi del Covid), i lavoratori della sanità, gli ultraottantenni e da qualche giorno anche gli ultrasessantenni. Discorso diverso per chi non si è ancora vaccinato. In un primo momento si pensava che la questione del Green pass obbligatorio sul posto di lavoro avrebbe un po’ smussato la resistenza anti-vaccino. La sensazione è che si sia solo intaccato il fronte del No.
Negli ultimi dieci giorni i versiliesi che si sono decisi dopo mesi di dubbi e angosce sono meno di 800: una settantina al giorno. «Devo essere sincero: mi aspettavo un numero maggiore di prime dosi grazie all’accesso libero senza prenotazione al Terminetto - commenta Alessandro Campani, responsabile della Zona distretto Asl Versilia e coordinatore della campagna vaccinale anti-Covid sul territorio - Il Green pass al lavoro non ha convinto molte persone? Non saprei, servirebbero studi più approfonditi. Per capire le ragioni di questa diffidenza, tuttavia, non si possono più fare valutazioni soltanto sanitarie. Entrano in campo altre questioni, di natura sociologica. Io credo che la paura nei confronti del vaccino potesse essere in qualche modo giustificabile all’inizio, quando era una novità troppo fresca per essere accolta con un entusiasmo dilagante. A distanza di mesi, abbiamo prove schiaccianti del fatto che il vaccino salva le vite ed evita il ricovero in ospedale nel 90 per cento dei casi. Chi ha già fatto le due dosi lo sa, perché ha avuto esperienze sul campo che lo hanno portato a rendersi conto di questo. Ecco perché accetta di fare la terza dose con convinzione».
Se le persone più esposte ai rischi del contagio rafforzano il proprio scudo anti-Covid «è un buon viatico per passare un autunno-inverno con tranquillità - prosegue Campani - Naturalmente dobbiamo vedere come procederà nei prossimi giorni questa nuova fase della campagna vaccinale: un crollo delle terze dosi, tanto per capirsi, ci metterebbe in allarme. Su chi non si è ancora vaccinato possiamo fare poco, se non ribadire che è necessario che si protegga il prima possibile. Abbiamo visto cosa succede quando il Covid circola tra non vaccinati».Anche nelle prossime settimane viareggini e versiliesi faranno riferimento al centro del Terminetto, che resta aperto come da indicazione di Regione e Asl. Per quanto ancora, però, non è chiaro. «Non so dare una tempistica precisa - dice Campani - Bisogna vedere come verrà organizzata la somministrazione delle terze dosi per tutto il resto della popolazione. Può darsi che vengano coinvolti in maniera diretta i medici di famiglia: a quel punto il Terminetto dovrebbe modificare di conseguenza la propria operatività. La cosa importante è che siamo una realtà rodata, con meccanismi oliati».
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