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Santini e Nicoletti sul restauro chiedono conto dei costi

D.F.
Santini e Nicoletti sul restauro chiedono conto dei costi

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viareggio. I costi del restauro, per i quali l’amministrazione comunale ha messo da parte 300mila euro, sono stato oggetto degli interventi del capogruppo della Lega, Alessandro Santini, e di quello della Lista Bonaceto, Tiziano Nicoletti. Santini ha presentato e fatto mettere agli atti il preventivo della ditta “Biagi e Menichetti”, la stessa che ha già restaurato in passato l’opera donata a Viareggio dall’artista Giulio Turcato: preventivo per un totale di 148mila euro. «Comprensivo», ha spiegato Santini, «di manutenzione per i sei anni successivi al restauro». Santini è stato molto chiaro: «Non è un preventivo qualsiasi, voglio sottolinearlo, ma quello redatto da gente competente. Metto agli atti il documento per valutare una ristrutturazione congrua, competente, di chi l’opera conosce e già l’ha restaurata e può vantare una giusta competenza». Va ricordato che Alessandro Santini è il consigliere comunale che per primo ha segnalato dove fossero finire le Vele di Turcato dopo essere stati rimosse sotto Natale da piazza Puccini. Un tour che ha portato l’opera – così ha ricordato il consigliere Tiziano Nicoletti, capogruppo Lista Bonaceto – «prima al deposito comunale agli ex Macelli, poi nel campo incolto della Sea, nella sala delle carrozze dei Villa Borbone, agli onori della cronaca nazionale a Striscia la Notizia», e oggi non si sa dove siano.

Nicoletti ha posto l’attenzione sulla delibera di Giunta numero 504 del 30 dicembre 2019, con la quale l’amministrazione decideva «di approvare la ricollocazione delle Oceaniche in altro luogo e che la Mover curerà la collocazione e la rimozione entro 120 giorni».

L’altro luogo era, ricorda Nicoletti, «il porto di Viareggio in occasione del Versilia Yachting Rendez Vous che si sarebbe dovuta svolgere il 28-31 maggio 2020 (non svolto, poi, a causa del Covid)».

Da dicembre a maggio, dunque – continua Nicoletti – «l’opera doveva essere sottoposta a un intervento di manutenzione e messa in sicurezza». Il tutto, ricorda Nicoletti citando la stessa delibera di Giunta, «senza oneri finanziari a carico dell’Ente».

Due anni dopo – sottolinea Nicoletti – «serve un restauro da 300mila euro. Delle due l’una: o si è sbagliato quando si è deliberato di rimuovere e restaurare in soli tre mesi a costo zero, o qualcosa è accaduto all’opera in questi due anni».

D.F.

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