Toscana
Le Oceaniche non torneranno in piazza Puccini mai più
viareggio. Trecentomila euro stanziate con variazione di bilancio per finanziare il restauro delle Oceaniche (o Vele) che Giulio Turcato donò a Viareggio. Il dibattito nel consiglio comunale di ieri è stato acceso, con il capogruppo della Lista Del Ghingaro, David Zappelli, impegnato con tutte le forze a sostenere le ragioni dell’Istituto centrale del restauro che ha indicato «come restaurare l’opera e dove installarla», secondo «la perizia di Luigi Ficacci (all’epoca direttore dell’Istituto, ndr) e dei tecnici che con lui collaborano». Secondo la perizia che Zappelli ha illustrato ampiamente nel corso della seduta, «l’opera ha un vizio di origine: una statica per le quali non erano state concepite e il contesto ambientale in cui erano collocate». Parole che sostengano quanto sostenuto dal sindaco Giorgio Del Ghingaro, contrario fin dall’inizio di tutta la vicenda al ritorno dell’opera in piazza Puccini, collocazione originaria fin dalla donazione. «Il montaggio del gruppo», ha aggiunto Zappelli continuando a illustrate la perizia dell’Istituto centrale del restauro, «fin dall’origine presentava dei difetti e non corrispondeva del tutto all’idea di Turcato».
Alle parole di Zappelli si sono aggiunte quelle del primo cittadino: «Turcato non aveva apprezzato la collocazione viareggina perché quelle vele dovevano muoversi. Quindi devono stare in un posto dove possano muoversi». Stando ferma la scultura – prosegue Del Ghingaro – «il piedistallo e i perni che vi si agganciavano si erano ossidati. Il professor Ficacci ci ha dato una consulenza gratuita e amichevole in tutto percorso di ricostruzione-ricollocazione dell’opera d’arte. Fornendoci una annotazione su dove collocarle, come collocarle, dove trasportarle».
Per quanto riguarda l’intervento di restauro sembra tramontata l’idea di affidarlo ai carristi del Carnevale di Viareggio: «Si farà con gara pubblica» per affidare il lavoro a «una azienda specializzata del settore», ha annunciato Del Ghingaro. Precisando che la spesa prevista non è per intero quella inserita nella variazione di bilancio: «Inseriamo in bilancio una somma che possa permetterci di stare tranquilli. Se avanza qualcosa la mettiamo da altre parti».
D.F.
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