Finanza
Al Forte rinascono i simboli «Ecco gli edifici da salvare»
Individuati cinque immobili sui quali puntare per i finanziamenti del governo Tra questi gli ex Macelli a Roma Imperiale e l’ex Misericordia a Vittoria Apuana
FORTE. Gli ex-Macelli di via XX Settembre, interessante testimonianza di vecchia architettura industriale, alle spalle del quartiere supervip di Roma Imperiale, l’inedita piazza che potrebbe nascere accanto alla Chiesa di Sant’Ermete, la ex-Misericordia di Vittoria Apuana, il terreno dove sorge la scuola “Carducci” in via Melato, e il vecchio stabile di Via Francesco Carrara donato da Rodolfo Barberi nel 1964 per farne una struttura per anziani, sono cinque spazi cittadini che da tempo attendono una soluzione progettuale che le restituisca a nuove funzioni e a nuove obiettivi. Di alcuni se ne parla da decenni, di altri un po’meno, ma è certo che se entrassero in un ottica di ristrutturazione e ridestinazione d’uso sarebbero largamente condivisi da tutti.
Qualcosa però sembra muoversi perché la giunta di Forte dei Marmi ha appena dato vita ad un gruppo di lavoro interno proprio con l’obiettivo di realizzare delle proposte progettuali che potrebbero ottenere i necessari finanziamenti per essere concretizzate, grazie al cosiddetto Pnrr (ovvero il piano nazionale per la ripresa e resilienza) che individua tra gli obiettivi prioritari proprio la rigenerazione urbana e l’housing sociale. Il Pnrr, com’è noto, si inserisce all’interno del programma del cosiddetto “Next generation eu”, ovvero quel pacchetto da 750 miliardi di euro, costituito per circa la metà da sovvenzioni, concordato dall’Unione Europea in risposta alla crisi pandemica.
I tempi, altrove come al Forte, sono stretti e serviranno rapidamente degli studi di fattibilità che poi saranno approfonditi, e ne sarà via via verificata la possibilità di realizzazione. Insomma non è cosa di domani, ma visto che ci si avvicina rapidamente anche alla prossima campagna elettorale amministrativa, questi obiettivi potrebbero facilmente trasformarsi in altrettanti impegni per le coalizioni che scenderanno in campo.
Intanto la giunta ha individuato gli interventi per i quali è stata affidato lo studio di fattibilità a professionisti esterni: il primo, come dicevamo, sarà la riqualificazione dell’immobile dove, ormai tantissimi anni fa, operavano i macelli comunali. Da allora è diventato una sorta di magazzino sottoutilizzato e potrebbe diventare un magnifico centro di aggregazione tra giovani e anziani. All’interno dello studio di fattibilità verrà inserita anche l’ipotesi di recupero della vasca retrostante l’edificio di quello che fu il primo depuratore cittadino e che negli obiettivi di Gaia dovrebbe essere finalmente dismesso in tempi medio brevi.
Il secondo obiettivo sarà la riqualificazione dell’edificio che era occupato dalla Confraternita di Misericordia di Vittoria Apuana, davanti al San Camillo, e che nelle prime idee potrebbe trasformarsi nella casa cittadina della Musica.
In questi obiettivi di riqualificazione urbana non poteva, poi, mancare il terreno della scuola “Giosuè Carducci” in via Melato, liberato dell’edificio scolastico attuale, ovviamente soltanto dopo che sarà operativa la nuova scuola primaria a Vittoria Apuana, della quale è già in corso la progettazione esecutiva. L’assessore ai Lavori pubblici Ghiselli aveva parlato del possibile abbattimento della scuola per farne un parco alle soglie del centro.
Quarto obiettivo sarà quello di mettere mano, quasi cinquant’anni dopo il lascito, alla vecchia casa colonica di Via Francesco Carrara per realizzare il desiderio di uno dei grandi patriarchi fortemarmini del passato come Rodolfo Barberi. Lì da sempre dovrebbe trovare posto una struttura diurna per anziani della quale è già in corso l’affidamento della progettazione esecutiva, mentre dal municipio fanno sapere che alla corta, per mettere l’area in sicurezza, verrà demolito anche il rudere presente.
Infine tra gli obiettivi emersi in questa fase c’è anche un sogno nel cassetto del sindaco Murzi: quello di realizzare una piazzetta in prossimità della Chiesa di Sant’Ermete in via Duca d’Aosta.
L’idea potrebbe essere ancora quella di acquisire l’edificio da ristrutturare che fiancheggia sul lato monte la chiesa parrocchiale del Centro ed poi abbatterlo per sfruttare l’area e recuperare un terreno retrostante. Ne verrebbe fuori un disimpegno urbano importantissimo in un’area densamente costruita in pieno centro del Forte.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
