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Elezioni nel 2022 a Viareggio se il sindaco Del Ghingaro lascia entro febbraio: ecco scenari e scadenze
Il progetto di candidatura a primo cittadino di Lucca sembra più concreto. Sarebbe appoggiato da Forza Italia e Italia Viva. Ecco cosa potrebbe accadere
VIAREGGIO. Cammina sulla nuova pavimentazione della Terrazza della Repubblica, che ha voluto nuova fin dal primo giorno a Viareggio, spalle al mare e sguardo ai monti. E a quel che c’è di là dal monte, ovvero Lucca. È ormai dalla fine dell’estate che non c’è incontro, cena, momento politico cittadino sul quale non aleggi la domanda delle domande: «Resta a Viareggio o si candida a Lucca?», con riferimento al futuro politico del primo cittadino, Giorgio Del Ghingaro, arrivato al giro di boa del primo anno di secondo mandato. A fine estate Del Ghingaro ha messo sul tavolo di una affollata riunione di maggioranza il pensiero coltivato: correre nel capoluogo, dove risiede, per rappresentare il dopo Alessandro Tambellini, sindaco in carica. Un’ipotesi che non ha suscitato il massimo di gradimento in quell’incontro “caldo”.
Da allora, è iniziato l’autunno caldo di Del Ghingaro, in scontro con il Partito democratico: prima perché si è preoccupato delle sorti del “bombolonaro” fuori porta Santa Maria, a Lucca; poi perché anche le acque del Pd viareggino – addirittura commissariato, nel 2020, per appoggiare la candidatura dello stesso Del Ghingaro – si sono fatte agitate per chi viene tacciato di fare il “turista” della politica. Un documento di peso, se si considera che il Pd a Viareggio esprime il vice sindaco Federica Maineri, per la quale i vertici regionali del partito stanno preparando il lancio come prossimo sindaco di Viareggio.
Del Ghingaro sembra poco curarsi delle acque agitate in casa democratici: a più di un interlocutore si è raccontato come l’uomo giusto per una operazione da “terzo polo”, speculare a quella di Seravezza, sostenuto da liste civiche, Italia Viva, Azione (che fa riferimento a Calenda), +Europa e Forza Italia. La stessa Forza Italia di Massimo Mallegni e Athos Pastechi che a Viareggio scalpita per portare sulla poltrona di primo cittadino l’attuale assessore al commercio e turismo, Alessandro Meciani. Il quale avrebbe accettato qualche anno all’ombra di Del Ghingaro per preparare meglio la corsa successiva. La stessa Forza Italia – inoltre – che, in ambito lucchese, vede scalpitare chi da tempo è in cerca di rivincita, tenendo ben stretto il rapporto con il primo cittadino di Viareggio.
Corsa che è anche – e soprattutto – questione di calendario, in base alla normativa vigente. Per assicurare a Viareggio un sindaco alternativo a Del Ghingaro senza lasciare spazio a quei commissariamenti che lo stesso primo cittadino si vanta di aver spazzato via della città, occorre che le dimissioni arrivino entro il 24 febbraio 2022, in pieno Carnevale. A quel punto il voto di primavera vedrebbe andare alle urne sia i cittadini di Lucca che quelli di Viareggio, ancora freschi delle elezioni del settembre 2020, posticipate causa pandemia da covid-19. Se, invece, la data del 24 febbraio fosse troppo vicina per comporre entrambi i quadri – quello viareggino e quello lucchese – a misura dei progetti delghingariani, allora per Viareggio si prospetterebbe un anno di governo da parte dell’ennesimo commissario prefettizio.
In entrambi i casi, nel caso di sconfitta all’ombra delle Mura, nel futuro di Del Ghingaro potrebbe tornare a esservi una ricandidatura a Viareggio, prima o poi, essendo comunque stato in carica meno della metà del secondo mandato. Sempre che la tornata elettorale di primavera non slitti per un riaccendersi della pandemia.
Rimane da capire – nel caso di urne aperte anche a Viareggio nel 2022 – chi possa essere il “delfino” di Del Ghingaro, in corsa senza il Pd – questa volta – che è ben deciso a rivendicare un proprio candidato. Da primo cittadino sembrava studiare l’assessore Federico Pierucci, decisamente uscito di scena nell’ultimo anno; e Valter Alberici, l’inseparabile “braccio” di Del Ghingaro fin dai tempi di Capannori giocherà in proprio o si trasferirà armi e bagagli a Palazzo Orsetti se Del Ghingaro dovesse farcela? E ancora: l’accordo è da terzo polo anche per Viareggio, con Forza Italia che sogna di tornare in piazza Nieri e Paolini per la rivincita sul commissariamento dell’amministrazione Lunardini?
L’ultima domanda riguarda una figura femminile che unisce per esperienza di vita e lavoro le due città: la presidente della Fondazione Carnevale, Marialina Marcucci. Uno degli uomini che ha più sostenuto a Viareggio le candidature Del Ghingaro è Pasquale Sgrò, fortemente legato anche a Lucca. Il quale, immaginando il dopo Del Ghingaro, spiega: «Il prossimo sindaco deve essere una donna, di Viareggio, che parli con la città e con i suoi imprenditori anche quando li incontra per strada, chiedendo loro di cosa hanno bisogno».
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