Sicurezza
«No alle pressioni delle griffe» Il “gruppo di Vaiana” si presenta
Parla Luca Morini, il portavoce dei cittadini che hanno messo nel mirino Dior «Ma a rischiare è tutta l’identità del paese. Siamo un’opposizione informale»
viareggio. Sono ormai la prima vera novità di questo ancora incerto avvio di campagna elettorale. Luca Morini giovane commerciante del centro ci racconta, infatti, la nascita di quel gruppo di fortemarmini, che ha preso da qualche tempo a ritrovarsi in Vaiana per affrontare i problemi del paese.
«Il nostro è un gruppo spontaneo che ha fatto e farà della sua spontaneità la regola. Se vogliamo – continua Morini – è un’iniziativa di pancia, un punto di incontro rivendicato da giovani e meno giovani residenti che non hanno altre opportunità di discutere assieme, e senza vincoli di gruppi o fazioni politiche, le questioni che interessano il Forte».
Tant'è che a loro – dice ancora Morini – «non interessa un caso singolo, come quello recente della villa di Dior, ma molto di più quali siano le conseguenze di questo genere di scelte, che poi potrebbero espandersi a macchia d’olio: il 9 novembre scadrà il piano delle funzioni che ha permesso ad alcuni negozi di chiedere l’uso del primo piano, ma ancora non si intravedono le intenzioni future, anche se fortunatamente interverrà il regolamento urbanistico, nel frattempo, a bloccare il tutto. Ecco sono cose come queste, come le direbbero anche gli altri del nostro gruppo – prosegue Morini - che mettono a rischio l’identità del paese, che già ha subito negli anni cambiamenti significativi. Siamo preoccupati, insomma che la classe politico-amministrativa non ci faccia intravedere chiaramente, ammesso che ce l’abbia, una visione del futuro del nostro paese. Mentre, non c’è dubbio, che in assenza di queste strategie sui macroproblemi del paese, il covid e la pandemia abbiano finito con l’accelerare le dinamiche e le pressioni economiche».
Per Morini quello che stiamo attraversando è un «momento epocale. Sul mare temevano la Bolkenstein che avrebbe fatto arrivare i grandi gruppi, ma mi sembra che siano arrivati lo stesso, così accade in tanti settori, i negozi arrivano aprono per l'estate e poi chiudono in attesa della prossima stagione, e così via. Insomma avvengono tante cose che impoveriranno il paese e allontaneranno sempre più i fortemarmini. Ecco perché vorremmo unire le persone di buon senso per salvare il salvabile».
La vera ricchezza di Forte, continua Morini, «non è la varietà delle griffe, o un celebre mercato dove ormai i locali non hanno quasi più banchi, è la tradizione e la qualità della vita che finora ha consentito. Vorremmo dunque che si creasse una nuova e diffusa consapevolezza per resistere con intelligenza alle pressioni economiche e dirigere questi investimenti secondo visioni più corrette a mantenere quelle che sono le caratteristiche del paese e che hanno fatto innamorare le famiglie più prestigiose per tanti anni. La nostra fortuna è sempre più fragile, e concedi oggi qualcosa, concedi domani un'altra cosa rischiamo di oltrepassare una soglia da cui non si torna indietro. Ecco spiegato perché ci ha colpito la vicenda della villa di piazza Marconi. Non bisogna demonizzare le novità e chi viene a proporle, ma occorre saperle temperare e adattare al modello di paese che vogliamo mantenere». Un finale in politica per il gruppo? «Assolutamente no, diciamo che potrebbe diventare un gruppo di pressione popolare, una sorta di opposizione informale, schivando le strumentalizzazioni per far arrivare in municipio le nostre idee.
Angelo Petri
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