Sicurezza
«Il tetto crolla» Allarme allo stabile dell’ex Cooperativa a un passo dal centro
Forasseipi (Pd): rischiano di cadere anche le pareti L’amministrazione sta cercando denaro per riqualificarlo
Luca Basile
Pietrasanta. Il tetto della ex Cooperativa di Consumo si sta sgretolando. Non da oggi, ma da mesi se non da anni. Si sta sgretolando sotto gli occhi dei cittadini, dei turisti, di tutti coloro che si stupiscono nel vedere una voragine a due passi dal municipio e dal centro cittadino. Un buco che negli ultimi giorni si è ulteriormente allargato. Uno scenario che imbarazza e fa pensare perché l’ex Cooperativa appartiene alla storia di Pietrasanta e perché ancora ci si pone qualche domanda sulla sicurezza della struttura che è chiusa a doppia mandata da tempo, ma che si trova a ridosso dello stadio e nelle vicinanze di altri immobili.
«La situazione è già critica: devono mettere in sicurezza il tetto - fa sapere Rossano Forassiepi, segretario del partito Democratico - in modo da evitare nuovi crolli.Se continua a cedere il tetto poi c’è il rischio che anche le pareti collassino in quanto non sono più tenute insieme dalle travi. Rimandare ulteriormente i lavori non è consigliabile». Parole quelle di Forassiepi, un professionista del settore visto il suo ruolo di ingegnere, che aprono a riflessioni. E qui si torna al punto di partenza: la struttura è in sicurezza? I lavori sul tetto quando cominceranno? Cosa ne sarà dell’ex Cooperativa nell’immediato in attesa che sia dato seguito al costoso progetto di recupero dell’edificio? Domande che abbiamo girato all’amministrazione comunale ottenendo però una sorta di non risposta: «Al momento non ci sono novità. Nel frattempo abbiamo partecipato a un bando per la riqualificazione dell’immobile». Insomma i dubbi restano tutti così, come la sensazione che l’intervento venga posticipato in attesa che arrivi il denaro per riqualificare il tutto.
La storia della ex cooperativa e’ in parte di quella di Pietrasanta, così come raccontato nei libri di Giuliano Rebechi: « Fino alla metà degli anni 50 di Pietrasanta era infatti il terzo complesso commerciale cooperativo nel settore del consumo d’Italia. Solo l’Act di Torino e le Cooperative Operaie di Trieste erano più grandi. E in un solo anno, il 1949, gli incassi dei 130 spacci e negozi Coop presenti nelle province di Lucca, Massa Carrara e Pisa sfioravano il miliardo e mezzo di lire. Una cifra enorme per quel tempo che da sola dà la misura della potenza». Poi, nei decenni a seguire il graduale declino fino alla messa in liquidazione datata 1967. Oggi si ipotizza una sinergia con privati per un recupero finalizzato alla realizzazione di un auditorium, di un centro congressi, di spazi espositivi e attività commerciali con il vicino stadio trasformato in un parcheggio. Parole di una campagna elettorale che vedremo se troveranno rispondenza inel prossimo piano operativo. Nel frattempo basterebbe sistemare il tetto: uno sfregio, segno di un degrado che umilia la storia di una comunità.
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