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Versilia

Non versano la tassa di soggiorno per tre anni, l’hotel deve risarcire il Comune di Viareggio

Federico Lazzotti
Non versano la tassa di soggiorno per tre anni, l’hotel deve risarcire il Comune di Viareggio

La titolare, condannata per peculato, non aveva girato all’amministrazione oltre sessanta mila euro tra il 2013 e il 2016. Ecco la sentenza della Corte dei Conti

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VIAREGGIO. Per tre anni, tra il 2013 e il 2016, non hanno versato al Comune di Viareggio la tassa di soggiorno che l’amministrazione aveva introdotto con una delibera del consiglio comunale il 28 giugno 2012. Adesso, a distanza di quasi un anno dalla citazione a giudizio alla Corte dei Conti, i giudici contabili hanno condannato i gestori dell’hotel Stella d’Italia a versare all’ente oltre sessanta mila euro. Soldi che dovranno essere restituiti in solido al Comune dalla Franchi & C. Laguardia e C. e da Giuliana Franchi, quest’ultima amministratrice della società nel periodo del mancato versamento.

Una vicenda che prima di approdare alla Corte dei Conti era già passata dal tribunale di Lucca che nell’ottobre 2019 aveva condannato la stessa amministratrice, imputata di peculato. Spiega, nel merito, una sentenza della corte di Cassazione – «Le somme versate al gestore sono fin dal momento della consegna da parte degli ospiti, denaro pubblico». Ecco perché il gestore «non riveste, così, la qualifica di sostituto d’imposta, ma quella di responsabile del pagamento, un agente contabile che maneggia denaro pubblico ed è tenuto a versarlo nelle casse dell’ente».

È partendo da questo principio di giurisprudenza che il Comune si è mosso. «A seguito di notizia danni – si legge nella sentenza depositata alla segreteria del tribunale giovedì scorso – pervenuta dall’Area Economia dell’ufficio bilancio del comune di Viareggio, il procuratore regionale ha avviato l’istruttoria, all’esito della quale, sulla base degli accertamenti effettuati dalla finanza, ha determinato l’importo non versato nelle casse dell’ente locale nei tre anni presi in esame in 60.551,70 euro».

Nel tentativo di difendersi l’amministratrice della società che gestiva l’hotel, ha depositato – senza costituirsi in giudizio – delle controdeduzioni. In particolare il contratto preliminare di accordo per la cessione delle quote sociali dell’hotel nel quale si pattuisce che «ricadrà sulla stessa nuova compagine la posizione complessiva creditoria- debitoria alla data del 12 maggio 2017 che, come debiti, ammonterebbe a circa mezzo milione di euro».

Una mossa che – per essere valida – avrebbe dovuto avere il nulla osta dei creditori, vale a dire il Comune di Viareggio. Atto che non è stato né provato, né presentato.

Ecco perché al termine del dibattimento il collegio presieduto dal giudice Antonio Galeota ha dato ragione all’amministrazione e condannato la società e la sua amministratrice al risarcimento della cifra richiesta per il mancato versamento della tassa di soggiorno per i tre anni, oltre alle spese di giudizio.

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