Gioco
Gli amici dell’Angolo di Viareggio: «Ci troviamo da adulti per tornare ragazzi ai tempi dei carrettini»
A distanza di anni gli ex compagni di gioco in Darsena hanno creato un gruppo e organizzano cene e incontri: «Nonostante i tanti anni passati il tempo è come se si fosse fermato agli anni dell’infanzia»
VIAREGGIO. A distanza di diversi anni si sono ritrovati ex ragazzi, oggi maturi residenti in Darsena all’angolo di via Trieste e via Paolo Savi, e hanno chiamato il gruppo "Noi dell’Angolo" costituendo anche una chat su WhatsApp dove si mandano messaggi e vecchie foto. Si sono già ritrovati assieme a cena o a pranzo in qualche occasione e lo faranno anche domenica al "Pesce Balocco Beach" sul viale dei Tigli nella pineta di Levante. Alcuni di loro come Emiliano Galli, non abita più in Darsena dal 1971, ma a Capannoli, ma viene spesso dopo che si sono ritrovati.
Assieme a Maria Pia Santocchi Fruzzetti sono coloro che hanno costituito il gruppo nel 2019 composto da una trentina di persone. «Ho ritrovato un giorno Gian Luca Cucchiar al suo ristorante a Piano di Conca, che abitava anche lui in via Oberdan in Darsena - dice Galli - e parlando è venuta l’idea di ritrovarci tutti coloro che vivevamo in questo tratto del quartiere e ci siamo riusciti. È stato bello, perché rivedere persone a distanza di tempo han fatto piacere a tutti».E allora i ragazzi e le ragazze dell’angolo di via Trieste e via Paolo Savi sono tornati indietro con il tempo, catapultati nel passato da adulti. «Ritornare bambini, a volte questo pensiero sfiora le nostre menti, perché la nostra infanzia prima, e la giovinezza poi, è trascorsa nella vera spensieratezza dell’età. Le classi della nostra scuola Darsena tra la via Trieste e la via Virgilio rappresentavano la prima tappa della giornata, poi il ritorno a casa, un buon pranzetto e alle 14 eravamo già fuori a giocare. I maschi avevano le cerebottane con i pirulini da soffiare il più lontano possibile. Poi i carrettini di legno con le ruote e i cuscinetti invidiati dalle bambine che giocavano a campana, a rimpiattino, a mosca cieca, allo sculaccione in cerchio, al girotondo, a bandierina, con i pattini ed anche con le bombole».
Il racconto prosegue con un pizzico di nostalgia. «Siamo cresciuti nella semplicità di quello che la vita ci offriva sempre con il sorriso sulle labbra. Tornavamo a casa con le ginocchia sbucciate facendo attenzione che la mamma non se ne accorgesse, altrimenti erano guai. Una sculacciata il più delle volte arrivava. Poi sono arrivati i primi innamoramenti, i bacetti di nascosto, i balli al Galeone sul molo o all’Hop Frog, ed infine ognuno ha intrapreso la propria strada e cominciato la vita da "grandi"».
Gli anni sono passati, non pochi, ma quella voglia di tornar bambini resta, ed ecco che si cominciano a ricontattare quei fanciulle e fanciulle ormai uomini e donne per ritrovarsi ed accorgersi che niente è cambiato. «Nonostante i tanti anni passati - dicono uno dopo l’altro - il tempo è come se si fosse fermato agli anni dell’infanzia». Per i ragazzi e ragazze della Darsena che si trovano sempre al solito angolo: «Da quando abbiamo ricominciato a vederci - concludono - abbiamo scoperto una cosa bellissima: stare insieme ci dà la stessa felicità è la stessa sensazione di tanti anni fa. E non può altro che far bene e far riscoprire il valore dell’antica amicizia, mai persa».Un esempio che consigliamo a tanti, perché i rapporti umani sono sempre un valore aggiunto per tutti noi.
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