Toscana
Viareggio, in due aggrediscono l’anziana di via Filzi: «Volevano rubarle i gioielli e il denaro»
La donna, 83 anni, che vive in strada, medicata in ospedale «Ora va a aiutata». Sull’aggressione indagano i carabinieri
VIAREGGIO. Lei è la signora di via Filzi. Per tutti, anche per quelli che non l’hanno mai vista ma sanno che esiste la donna che vive in strada ormai da quattro anni. La sua vita, la sua storia, vissute sotto gli occhi di un intero quartiere – l’ex Campo d’Aviazione – tornano alla ribalta perché la donna, 83 anni, è stata aggredita.
Qualche notte fa – quando erano passate le due – in due si sono fermati davanti a lei, che dorme su una sedia con intorno quel che resta delle sue cose, e probabilmente per derubarla: denaro e oro, ha raccontato lei ai carabinieri che stanno effettuando tutti gli accertamenti necessari a ricostruire la vicenda.
La donna ha avuto necessità di cure mediche, per un labbro spaccato – così la ricostruzione degli investigatoi – ed è stata trasportata in pronto soccorso da una ambulanza della Croce Verde di Viareggio. Poi, una volta medicata, è tornata al suo posto di “combattimento”: la sedia all’esterno del condominio di via Filzi a un passo dal supermercato Conad e della chiesa di Santa Rita, vicino all’ingresso della rivendicata di tabacchi e giornali.
Fino a una decina di giorni fa la donna occupava con la propria “casa” la parte al coperto dell’ingresso dei palazzi. Poi è stata fatta pulizia: «I condomini non riuscivano neppure ad arrivare alla cassetta della posta», è il racconto a più voci fuori dal tabaccaio. La Viareggio solidale non ha mai fatto mancare cibo alla signora. Ma lei mangia molto poco e il resto delle pietanze restava per terra attirando ogni tipo di animale e finendo per marcire. Una situazione igienica insostenibile per tutti, donna compresa perché poi in quello spazio così degradato lei dormiva.
A occuparsi fin da subito, ormai ampiamente in epoca pre covid – va segnalato, tra l’altro, che durante i lockdown la signora ha continuato a vivere per strada – è stato don Luigi Pellegrini, parroco di Santa Rita. Il quale si è preoccupato della donna fin da quando aveva scelto come “casa” i gradini della chiesa.
Don Luigi oggi ricorda: «Con il Comune, tempo fa, avevamo trovato gratis un’abitazione con angolo cottura e bagno. Per lei sarebbe andata benissimo. Ma la signora non ne ha voluto sapere». Già. Perché ad aver portato in strada la signora di via Filzi – racconta Il quartiere – non è stata la povertà. Ma una di quelle complicate vicende di parentele e abitazioni e che sono più diffuse di quel che si immagini. Come se la scelta di vivere in strada, in condizioni precarie per di più vista l’età, fosse per la signora il modo per continuare a essere sotto gli occhi di coloro dai quali si sente di rivendicare un dovuto.
«Abbiamo fatto di tutto come parrocchia», continua don Luigi: «Contatti con gli assistenti sociali, con tutte le autorità. Ma non si risolve».
Perché nonostante l’età e la vita precaria la donna è ancora sufficientemente lucida per far sentire le proprie ragioni a difesa della propria scelta. Solo che un altro inverno si avvicina, l’ennesimo al freddo e alle intemperie per la signora di via Filzi che oggi non ha più il riparo precario della porzione esterna di ingresso al condominio che i residenti hanno rivendicato per sé avendone il pieno diritto, visto che quasi non riuscivano a raggiungere il portone.
«Io mi chiedo quale sia il meccanismo che possa essere messo in campo per sbloccare la situazione», sono ancora le parole di don Luigi: «Dovrà pur esserci uno strumento per assicurarle un’altra sistemazione che non sia la strada, anche vista l’età che ha».
Intanto la signora di via Filzi ha preparato il suo giaciglio: seduta su una sedia si copre con tutto quello che ha, compresa una coperta che le è stata procurata perché quella che aveva era un ammasso informe e sporco. Lei, ormai magrissima e con addosso il peso delle 83 primavere, trascorrerà un’altra notte così: dormendo seduta, al freddo, alla portata dell’ultimo balordo.
E la domanda di don Luigi è di quella che rimangono in mente e non se ne vogliono andare: ma davvero non c’è uno strumento per assicurare alla donna di non morire su quella sedia, la prima notte in cui farà più freddo?
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