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Simboli fascisti, lo sdegno di Sant’Anna: «Ferita riaperta e stavolta fa più male»
Il sindaco Verona: «Vedere vicino a noi una cosa simile addolora: la nostra legge metterà fuori gioco locali come questo»
VIAREGGIO. Una ferita che si riapre, come accaduto altre volte. Ma stavolta fa ancora più male. Perché l’ha procurata chi ti è vicino e dovrebbe conoscere questa storia di sofferenza, meglio e più di altri. Maurizio Verona, sindaco di Stazzema e presidente del Parco della pace di Sant’Anna, non usa la pancia per condannare l’uso, anzi l’abuso di cimeli fascisti nella pizzeria "Il Mulino" a Camaiore. Nessuna concessione alla rabbia: solo sdegno. E una promessa: queste cose finiranno, grazie alla legge che è partita proprio da Stazzema.
Sindaco Verona, che cosa ha pensato quando ha letto di questa pizzeria in stile museo del Ventennio?
«Che era un fatto vergognoso. Praticamente all’inizio della strada che porta a Sant’Anna».
Si sarebbe mai aspettato di vedere una cosa simile in Versilia, dove è ben presente la memoria della strage nazifascista che il 12 agosto del 1944 fece 560 vittime?
«È per questo motivo che la ferita che si riapre stavolta fa più male. Vedere una cosa del genere così vicino a noi addolora».
Ha parlato con l’associazione Martiri di Sant’Anna?
«Il mio sdegno è anche il loro».
Che si può fare per evitare che accadano cose simili?
«Da un punto di vista dei provvedimenti da prendere, c’è un vuoto normativo. E noi lo sappiamo bene. Quando a Stazzema è nato il progetto della legge antifascista, ci dicevano che erano questioni non attuali. Che un’iniziativa simile non aveva senso. Oggi, vediamo, purtroppo, che un senso ce l’ha eccome. Al di là della vicenda della pizzeria, abbiamo visto tutti le manifestazioni di questi giorni».
Qual è l’obiettivo della proposta di legge antifascista di Stazzema?
«La legge, che è all’esame della commissione giustizia in Parlamento, se approvata vieterà l’esposizione e la produzione di materiale nazifascista. Oltre alla propaganda, anche sui social. Il fascismo è un crimine, ma oggi lo si può punire solamente se c’è la volontà di ricostituire il partito fascista. Mi sembra evidente che è una circostanza raramente dimostrabile».
Quindi ha ragione il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto quando dice che le armi sono spuntate?
«Sì, ha ragione. Ripeto: la nostra iniziativa servirà allo scopo. Mettendo fuori legge locali come questo e in generale tutti coloro che manifestano sostegno a tali idee».
Cosa si sente di dire a chi minimizza, anche nelle recensioni su Tripadvisor?
«Non si può dire che è una cosa normale, una goliardata. L’ideologia fascista è criminale. In suo nome sono state commesse stragi. Una delle quali è avvenuta in casa nostra, ai danni di nostre sorelle e fratelli».
E ai versiliesi che frequentano il locale senza scandalizzarsi, che messaggio manda?
«Non li voglio giudicare. Ma si spostino di qualche chilometro e vengano a vedere cosa è successo a Sant’Anna il 12 agosto del 1944».
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