Finanza
«Intervento sbagliato», ora i medici devono risarcire
VIAREGGIO. Un intervento chirurgico con errori per approccio e risultato che costrinse la sede pisana dell’Asl Toscana Nord Ovest a staccare un assegno di 70mila euro. Unica soluzione per chiudere il contenzioso con la paziente che rischiava di non poter allattare e che in aula si sarebbe tradotto in un costo molto più oneroso.
Una somma che ora la Regione si vede riconosciuta per effetto della condanna della Corte dei conti nei confronti del medico chirurgo Luciano Nocentini, 64 anni, di Reggello, all’epoca in forza all’ospedale Versilia e della dottoressa Federica Farina, 59 anni, spezzina. I due medici sono stati condannati a risarcire la Regione per cui lavorano dopo l’accordo stragiudiziale raggiunto dall’Asl nell’ottobre 2018 con la paziente che nel 2015, a 19 anni, si era «sottoposta a un intervento di mastoplastica riduttiva bilaterale all’ospedale Versilia, eseguito dal chirurgo Nocentini». La giovane era affetta da gigantomastia bilaterale con disturbi al rachide dorsale e scoliosi. «L’intervento, oltre al pessimo risultato estetico, avrebbe causato, secondo la dottoressa Annarita Meola (consulente, ndr), anche conseguenze funzionali, come perdita della sensibilità del complesso areolare e la probabilità della perdita della funzione dell’allattamento» scrivono i giudici contabili.
La sentenza assegna percentuali diverse nel ristoro del danno. Al 90 per cento a carico del dottor Nocentini e al 10 per cento sulla dottoressa Farina che avrebbe «errato nel non integrare il modulo standard utilizzato, con tutte le informazioni relative allo specifico intervento». È quello che si chiama il consenso informato. Il paziente deve sapere a cosa va incontro e cosa rischia prima di finire sotto i ferri. «Tutto indica che il modulo sia stato compilato con estrema superficialità e sciatteria e sia stato fatto sottoscrivere alla paziente per routine, senza che all’aspetto informativo sia stata data alcuna importanza – si legge nella sentenza –. Tale condotta è gravemente colposa, essendo contraddistinta da superficialità e disinteresse per i beni primari affidati alla cura dei sanitari».
Sull’operato di Nocentini le consulenze dell’Asl sottolineano che «il risultato sul piano estetico appare insoddisfacente, potendosi osservare ad occhio una asimmetria delle mammelle, con la destra che appare di dimensioni inferiori rispetto alla controlaterale con areola di forma ovalare ed evidenza delle cicatrici chirurgiche, specie nel quadrante inferiore esterno, laddove il relitto cicatriziale appare maggiormente diastasato. Rispetto alla controlaterale, anche qui con eccessiva evidenza delle cicatrici chirurgiche che si presentano diastasate. La forma dei seni appare quindi eccessivamente asimmetrica, del tutto innaturale e non accettabile sul piano estetico». E ancora: «Particolarmente rimarchevoli in quanto interessano un soggetto di sesso femminile, di giovane età e nubile, con intuibili turbe nella vita di relazione e che in considerazione della giovane età non si può non tener conto delle esigenze di ordine estetico, che andavano tenute in debita considerazione e prevedevano, comunque, l’obbligo di risultato».
Pietro Barghigiani
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