Sicurezza
Forza Italia, Baroni si dimette «È necessaria un’autocritica»
Il coordinatore del partito di Berlusconi tira un bilancio delle ultime consultazioni «Alcune decisioni non condivise con la base»
Massarosa. Il coordinatore di Forza Italia ha deciso di rassegnare le dimissioni. Stefano Baroni, uomo di partito e voce pacata, apre una riflessione all’indomani del voto che ha sancito l’esclusione della propria lista dal consiglio: «Sono stati tre anni intensi nei quali abbiamo affrontato due campagne elettorali e due anni di amministrazione Coluccini complessi a causa di personalismi forti - scrive Baroni - Un sindaco che abbiamo sempre stimolato ad abbandonare la contrapposizione i litigi con chi ci ha preceduti. Come risposta, l’ex primo cittadino ha escluso dalla maggioranza il consigliere Lorenzo Ghiara e licenziato l’assessora Elisabetta Puccinelli».
E continua:«Un sindaco deve costruire e non pensare a distruggere gli avversari senza considerare c i danni collaterali ai cittadini - continua Baroni - In questa breve campagna ci siamo adoperati per avere l’unità del centrodestra, perché le divisioni non vengono capite dall’elettorato. A causa dei personalismi dei soliti noti, con la complicità di Fratelli d’Italia, non è stato possibile raggiungere l’ obiettivo . Ho condiviso la scelta concordata con i vertici del partito di escludere l’apparentamento con Coluccini perché era quello che ci chiedevano gli elettori a differenza di quanto dichiarato dal coordinamento regionale. Forza Italia non ha ottenuto il risultato sperato e in qualità di coordinatore mi assumo le responsabilità.Mi faccio da parte ma ritengo che molte decisioni prese non siano state sufficientemente condivise con chi è sul territorio: senza un'inversione di tendenza, non ci sarà margine per ricostruire. Mi prendo tutte le responsabilità – anche quelle che ritengo di non avere – di quello che è stato fatto a livello comunale per Forza Italia sin dall'inizio del mio mandato, dalla scelta nel 2019 di un candidato sindaco che si è dimostrato inadeguato, di un presidente di consiglio che non ha tenuto rapporti col partito e un consigliere comunale passato all’opposizione. Ringrazio chi mi ha dato la possibilità di fare questa esperienza: il senatore Mallegni, Maurizio Marchetti per finire a Fabrizio Larini e Fabio Francesconi che mi hanno indicato ai vertici provinciali e regionali del partito e faccio un in bocca al lupo fin da ora a chi mi succederà».
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