Sicurezza
Studenti a piedi per i bus stracolmi, cresce la rabbia
I genitori infuriati chiedono un incontro con la sindaca perché vengano rinforzate le corse del mattino
Roy Lepore
Massarosa. Sembra quasi un film già visto. Una routine che si ripete ogni anno in maniera praticamente ciclica senza che il copione cambi mai. E i responsabili sono gli enti e le istituzioni che sembrano decidere volontariamente di non risolvere la situazione. Si parla del trasporto pubblico scolastico che da Viareggio passa da Massarosa e porta gli studenti a Lucca. Il disagio, non da poco, è che alcuni ragazzi sono costretti a farsi la strada con un mezzo proprio.
Anche ieri mattina una quindicina di ragazzi infatti sono stati lasciati a piedi, perché i pullman erano strapieni. I genitori si sono dovuti organizzare e alcuni di loro hanno dovuto caricare le auto per portare i ragazzi a Lucca. Stessa cosa è accaduta già nei giorni scorsi.
Proprio per questo motivo una delegazione di genitori hanno richiesto un incontro urgente alla neo-eletta sindaca di Massarosa Simona Barsotti in modo che possa essere messa immediatamente al corrente della situazione che si sta verificando con una certa insistenza sul territorio.
«In pratica stiamo pagando per un disservizio - ribadiscono i genitori - siamo costretti, con non pochi problemi, a dover provvedere da soli per il trasporto dei nostri figli. Alcuni di noi si stanno organizzando a turno con le auto in modo da non far entrare in ritardo a scuola i figli. Un disservizio che sconvolge gli equilibri di molte famiglie. La situazione deve essere risolta, perchè non può andare avanti così».
Barsotti, dal canto suo, non potrà intervenire direttamente sulla questione del trasporto ma può farsi carico in Regione e con la compagnia di trasporti per chiedere un potenziamento del servizio.
«Non ci vorrebbe tanto a contare il numero degli abbonamenti sottoscritti dai ragazzi e, in base a quello stabilire il numero dei pullman siano necessari per riuscirli a caricarli tutti e in sicurezza. Non è concepibile in un paese civile che i nostri figli vengano lasciati a terra perché l’azienda non riesce a organizzare il trasporto che viene pagato. Ci appelliamo a tutte le istituzioni possibili, anche alla Provincia di Lucca. Attendiamo che l’azienda dei trasporti risponda alla lettera ufficiale che abbiamo inviato ma per il momento abbiamo ricevuto solo silenzio».
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