Il Tirreno

Versilia

«Verifiche a campione sul 20% dei dipendenti e no ai test gratuiti»

«Verifiche a campione sul 20% dei dipendenti e no ai test gratuiti»

2 MINUTI DI LETTURA





Una dote di 500 dipendenti e un meccanismo complesso di controllo, sull’obbligatorietà del Green pass sul luogo di lavoro, che verrà esercitato attraversi verifiche a campione. «Come Reti Ambiente – spiega Walter Bresciani Gatti, direttore di Ersu, società di raccolta e al conferimento dei rifiuti – abbiamo applicato un protocollo unitario recependo, ovviamente, tutte le linee guida del decreto. In sostanza controlleremo, ogni giorno, il 20% dei dipendenti e lo faremo sia all’inizio del turno che durante l’orario di lavoro. Non sappiamo quanti sono i non vaccinati fra i nostri dipendenti, anche se riteniamo che il 10, forse il 15%, viste le statistiche generali, non sia coperto sotto questo punto di vista. Se come società abbiamo in programma di garantire tamponi gratuiti ai lavoratori? Non possiamo, visto che siamo un’azienda pubblica e si potrebbe ipotizzare, nel caso, un danno erariale. Il nostro compito è quello di controllare e di non fare entrare al lavoro chi non ha il Green pass, con relativa sospensione dello stipendio. In caso di accertamento della violazione delle regole durante l’orario del lavoro, oltre alla sospensione della retribuzione ci sarà anche, come da normativa, la segnalazione alla prefettura. Non credo – aggiunge Bresciani Gatti – che arriveremo a tanto. L’umore fra i lavoratori è quello che si percepisce anche all’esterno delle aziende: molti vivono tranquillamente questo obbligo, altri invece con più difficoltà. Per le stesse aziende le incombenze aumentano, ma è una procedura doverosa».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa